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sabato 31 ottobre 2009

Quando e' un onore essere Maschi.

Quando è un onore essere Maschi.. di paternita.info



Un padre esemplare.

dai titoli del TG5: un ubriaco alla guida travolse ed uccise quattro giovani, tra loro suo figlio

il servizio

Dopo due anni trova riconoscimento e giustizia il suo impegno sociale.


Barack Obama restituisce dignità ai soldati americani. - il servizio

dai titoli del TG5: obama a sorpresa rende omaggio alle salme

Vietato dare loro funerali pubblici, o mostrarli in tv. Obbligati, per "prassi", a morire nel silenzio.

Da oggi invece, grazie al presidente Obama, centinaia di soldati che ogni anno muoiono per portare democrazia e libertà nel mondo, riavranno la loro dignità. Non più numeri nell'ombra, ma volti, bare, e uomini.. famiglie sacrificate, bambini senza più un genitore. Persone e storie di sofferenza che finalmente avranno più voce come meritano e com'è giusto che sia.


il messaggio maschile è un messaggio di coraggio e spirito, che ci sveglia, e ci ricorda, anche nei momenti peggiori, quali sono i motivi per i quali vale la pena esserci


Quando è un onore essere Maschi.. di paternita.info



Un padre esemplare.

dai titoli del TG5: un ubriaco alla guida travolse ed uccise quattro giovani, tra loro suo figlio

clicca per vedere il servizio

Dopo due anni trova riconoscimento e giustizia il suo impegno sociale.


Barack Obama restituisce dignità ai soldati americani. - clicca per vedere il servizio

dai titoli del TG5: obama a sorpresa rende omaggio alle salme

Vietato dare loro funerali pubblici, o mostrarli in tv. Obbligati, per "prassi", a morire nel silenzio.

Da oggi invece, grazie al presidente Obama, centinaia di soldati che ogni anno muoiono per portare democrazia e libertà nel mondo, riavranno la loro dignità. Non più numeri nell'ombra, ma volti, bare, e uomini.. famiglie sacrificate, bambini senza più un genitore. Persone e storie di sofferenza che finalmente avranno più voce come meritano e com'è giusto che sia.


il messaggio maschile è un messaggio di coraggio e spirito, che ci sveglia, e ci ricorda, anche nei momenti peggiori, quali sono i motivi per i quali vale la pena esseci

giovedì 29 ottobre 2009

Presentazione Viva Maria La Raccolta.




Presentazione Viva Maria La Raccolta di Leonardo Lovari.

Arezzo , Ristorante La Curia in via di Pescaja n. 6 ore 18,30.


"Leonardo e Maria. La storia di un padre e di una figlia, di un amore che non si consuma ma si alimenta. Nel mondo di oggi, dove tutto è dato per scontato, dove lottare non è più di moda, dove le famiglie si sfasciano con la regolarità con cui respiriamo, la storia di questo genitore balza all’occhio per la sua sensazio...nalità. E a ben pensarci, è triste che l’affetto ci appaia così oltre la normalità. Ma proprio per questa sua eccezione Leonardo è divenuto un punto di riferimento. In molti hannoapprezzato il suo saper ascoltare, il suo non catalizzare l’attenzione. Lui non si è nascosto dietro un dolore e soprattutto non ha fatto di questa situazione un’icona. Si è messo in discussione, si è reso disponibile, ha sfogato il suo sentire con la parola scritta,facendo venire a galla qualcosa che da troppo tempo era sopito nel profondo del suo essere. Luigi di Raffaele prima e Martino Ciano in chiusura hanno saputo esprimere al meglio il sentore di queste emozioni. Due persone amiche di Facebook, che dall’inizio lo hanno seguito con affetto. Ho chiesto loro di lasciare due righe, quello che hanno fatto è andato molto oltre".

Introduzione da "Viva Maria La Raccolta" di Patrizia Dall'Occa.

mercoledì 28 ottobre 2009



Gent.le Sig.ra Oddoy,

La ringrazio per il suo impegno. Nella sua mail del 22.10.2009 leggo:

L’avv. Dollinger ha fatto sapere che si sta pianificando un incontro della madre con i bambini. Il padre farà avere alla madre la seguente offerta nei prossimi giorni; incontro in un luogo adatto in Austria o in Svizzera.”

Poiché in questo procedimento la D.ssa Dollinger non è il giudice, ma soltanto l’avvocato della parte avversa, sarà sicuramente nell’interesse del Kreisjugendamt München non lasciarsi guidare dalle richieste di una battagliera avvocata tedesca, bensì mantenere una posizione neutra che tenga conto dell’interesse superiore dei bambini bi nazionali. Anche se detto interesse, da un punto di vista tecnico-giuridico, non dovesse perfettamente coincidere con il bene tedesco (Kindeswohl) dei bambini. Si tratta qui appunto di una causa transnazionale e non prettamente tedesca.

Per questo desidero chiederLe, essendo la terza parte in causa, di indirizzare al tribunale familiare una raccomandazione attualizzata in questo senso. Nulla impedisce ad uno Jugendamt tedesco di rendere possibili gli incontri, anche se il procedimento è ancora in corso e l’esito dello stesso è ancora incerto, anzi a maggior ragione proprio perché il procedimento è ancora aperto e l’esito incerto.

Non mi lascerò indurre dal Kreisjugendamt München, che qui si fa portavoce -presumibilmente involontario- di una battagliera avvocata tedesca, ad un mercanteggiamento con i miei figli come fossero sacchi di patate, mi preoccupo invece quale genitore pienamente responsabile che venga assicurato a questi bambini un libero ed incontrollato accesso ad entrambi i genitori. Così come previsto dal Diritto Internazionale, ma anche dal buon senso. L’esperienza insegna che purtroppo una simile situazione è possibile solo al di fuori della giurisdizione tedesca.

Allo stesso modo anche nel caso in questione. Infatti, fin tanto che i bambini si trovavano in Italia, il genitore detentore del diritto di visita – il sig. Ritter – era assolutamente libero di telefonare in ogni momento ai bambini. Il contatto viene assicurato in Italia così come in Germania. Per questo le Autorità italiane si sono persino impegnate con una mediazione.

La situazione è completamente diversa da quando i bambini sono stati rapiti e portati in Germania, sulla base di una lettura tutta tedesca del diritto penale negli affari civili. Si è intrapreso e si continua ad intraprendere di tutto per guadagnare tempo, per allungare il lasso di tempo durante il quale i bambini non hanno contatti né con me, né con l’Italia, in modo da creare una situazione irrevocabile. Le formule stereotipate delle argomentazioni degli Jugendamt tedeschi sono che i bambini devono “ambientarsi” (einleben), o che devono “ritrovare la tranquillità” (zur Ruhe kommen), o che non si può fare nulla “fino a quando i genitori non riescono ad accordarsi” (solange die Eltern sich nicht einigen können).

Lo Stato tedesco – Jugendamt, Tribunale familiare e Procura – non può seriamente pensare di far credere alla comunità internazionale, nel rispetto dei valori della Comunità Europea, che non può opporsi alla volontà ed alle menzogne di un’avvocata tedesca di provincia ed impedire l’intenzionale germanizzazione dei miei bambini. Certo che può opporsi. A condizione che abbia davvero la volontà di farlo. Il fatto che la giustizia familiare tedesca possa intervenire solo se i genitori sono d’accordo, è decisamente strano, se non addirittura molto sospetto. Se così fosse, a cosa serve la giustizia familiare tedesca?

Pertanto La prego, Sig.ra Oddoy, di adoperarsi, in virtù della sua posizione di rappresentante dell’ufficio statale di conciliazione familiare “Jugendamt”, a scrivere una raccomandazione in tempi brevissimi (una settimana) con la quale Lei – e non la sig.ra Dollinger – vorrà organizzare e garantire un libero accesso ed un libero contatto telefonico tra me ed i miei bambini fintanto che gli innumerevoli ed eterni procedimenti della giustizia tedesca saranno pendenti. Come ben sa, potrebbe trattarsi di anni.

Ciò che io ho perseguito in Italia con l’appoggio delle Autorità italiane per rendere possibile al padre detentore del diritto di visita, il sig. Ritter, un libero e regolare contatto con i bambini, potrebbe senz’altro essere d’esempio anche per Lei. Anche se, o forse proprio per questo, il sig. Ritter e la sua avvocata battagliera non possono o non vogliono.

Cordiali saluti

Dr. Marinella Colombo

martedì 27 ottobre 2009

Vento notturno.



Il vento notturno, portatore di voci e di presenze varie. Quando il nostro inconscio lo avverte provoca in noi , alterne emozioni.
Le voci della notte sono sentinelle dell'anima.
Ci adescano nel sonno.
a volte tentatrici , a volte buone consigliere.
Mescolante nel vento notturno.
Si sente solo il loro ronzio .
Questo ci rende inquieti e impauriti.
Ma dove non possiamo vedere con i sensi arriva il nostro istinto.
Segui l'istinto e impara a conoscere quelle amiche.
Le uniche che sanno dare conforto e speranza alla nostra esistenza.

lunedì 26 ottobre 2009

Viva Maria La Raccolta.

Ricordo che l' 8 Novembre ci sara' la presentazione della Raccolta Viva Maria , una raccolta di miei scritti e poesie.
In parallelo alle mie presentazioni ci saranno dei forum di discussione sul tema delle sottrazioni di minore.

Chiunque fosse intenzionato ad organizzare un evento puo' scrivere a :

Leonardolovari@gmail.com

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domenica 25 ottobre 2009

Da 7 anni non vede più le figlie rimandate oltralpe.

Cari genitori,

la mia storia, identica alle centinaia riportate nel Documento di Lavoro del Parlamento Europeo, è quella di una mamma a cui riesce difficile continuare a vivere dopo tanti anni di lotta contro lo Jugendamt.

Ciò che ho patito è quanto patirà Marinella, è quanto patiscono tutti i genitori, mamme e papà, i cui figli, che hanno tentato di salvare venendo in Italia, vengono invece rimandati nel paese dei Germani.

Mi esprimo in questo modo perché mi riferisco ai paesi europei di lingua tedesca, la Germania, l’Austria e la Svizzera tedesca, gli unici ad essersi dotati di uno Jugendamt, gli unici che invece di riconoscere il valore e lo stato giuridico della famiglia come cellula primaria della società, considerano i bambini residenti nel loro territorio una proprietà di stato.

Ho due figlie che ho amato più della mia vita e che mi sono state sottratte dallo Jugendamt mentre ero in ospedale. Nessuna meraviglia, anche la sottrazione attuata mentre il genitore straniero è in ospedale è una tattica ben collaudata e usata spesso dallo Jugendamt. Il genitore tedesco si presenta a far visita a quello malato con un mazzo di fiori ed ogni attenzione possibile, mentre si è già accordato con lo Jugendamt perché subito dopo i bambini vengano portati via.

Una volta sottratti i bambini tutto il sistema si mette in moto per criminalizzare, colpevolizzare ed umiliare il genitore straniero, perché non abbia più contatti con i propri figli. Una delle umiliazioni, è l’imposizione delle visite sorvegliate, in “ambiente protetto” come si dice in Italia, che non hanno nessuna ragione di essere se non quella dell’ultimo pezzo del puzzle: colui che “sorveglia”, che spesso non è neppure psicologo, ha il compito di trovare, durante quegli incontri, il motivo, la scusa per sospendere in eterno i contatti tra i bambini e quel genitore. Non è raro che il lavoro di questo controllore che troverà il motivo di separare per sempre il genitore straniero dai suoi figli venga fatto pagare proprio dal genitore che si sta defraudando dei propri diritti.

Ho lottato dal 1999 per riavere le mie due figlie. Attorno a me si è stretto un comitato di cittadini che ha organizzato manifestazioni e comizi per aiutarmi. Non è servito a nulla.

Ad un certo punto vengo a sapere che mia figlia maggiore non vuole più vivere, perché lontano da me. E’ un pensiero terribile, soprattutto se è quello di una bambina di dodici anni. Riusciamo a vederci, mia figlia vuole fuggire, fuggiamo, è il 2003. Devo qui sottolineare che non ho costretto mia figlia a seguirmi, che non l’ho sradicata dal suo ambiente contro la sua volontà: sono invalida, costretta su una sedia a rotelle con i piedi parzialmente amputati.

Siamo venute in Italia, abbiamo chiesto protezione, asilo, per scoprire invece che i cittadini europei non hanno diritto a niente di tutto ciò; se un cittadino europeo ha vissuto in Austria o in Germania ed in quei paesi viene discriminato e perseguitato nessuno è in grado di aiutarlo, è lasciato solo a se stesso e se tenta di sottrarsi alle discriminazioni per proteggere innanzi tutto i suoi figli, diventa un criminale. Eravamo di fronte ad un vicolo cieco, siamo rimaste in Italia, dovevo tutelare mia figlia. Le leggi e le convenzioni, benché ratificate da tutti i paesi cosiddetti civili, non vengono rispettate dallo Jugendamt, non proteggono i bambini dalle sottrazioni di stato, allora deve farlo il genitore non-tedesco, a costo di mettere in gioco la propria libertà e la propria vita.

Benché le istituzioni italiane non potessero aiutarci, i cittadini italiani ci hanno ridato il sorriso. Mia figlia ha ricominciato ad amare la vita, ha imparato l’italiano con una sete di sapere e di conoscenza impressionante per una ragazzina di 12 anni. Abbiamo visitato i musei, studiato l’arte, la storia, la cultura, abbiamo amato la gente che ci ha amato come facessimo parte da sempre del quartiere e della città. Per un intero anno. Poi è arrivata la polizia. E questo è quanto riportano i giornali di allora: “Una importante operazione di polizia giudiziaria è stata compiuta dagli agenti del commissariato di xxx, che ha portato alla cattura della cittadina xxx, 39 anni, che deve scontare una pena di anni tre di reclusione nel proprio Paese di origine per avere sottratto la figlia minore al padre, a cui il tribunale l'aveva legittimamente affidata. […] Alla donna e madre della ragazza è stato notificato un ordine di cattura internazionale disposto dall'autorità giudiziaria su stretta collaborazione dell'Interpol e subito dopo associata sotto scorta al carcere femminile di xxx. La Polizia di Stato nel frattempo ha comunicato l'avvenuto arresto della ricercata all'ufficio del procuratore generale, ai ministeri di Grazia e Giustizia, degli Interni e degli Esteri per tutti gli adempimenti diplomatici.IL GOLFO 3.07.2004

Per le autorità il caso era chiuso. Né la polizia, né l’assistente sociale, nessuno si è preoccupato di sapere cosa ne sarebbe stato di quella ragazzina, di come era stata “legittimamente affidata”, di come da anni venisse impedito “legittimamente” il contatto con l’altro genitore.

Mia figlia è stata rispedita come un pacchetto, senza permetterci un ultimo abbraccio, senza un briciolo di umanità e da allora, da quel 2004 non l’ho più rivista. La bambina che in quell’anno mi diceva di voler continuare a combattere anche da sola, per riunirsi a me, oggi non vuole più neppure sentire il mio nome.

Oggi, entrambe le mie figlie sono state germanizzate. Per raggiungere questo fine mi è stato impedito ogni contatto con loro, a questo fine si è sparlato di me per tutti questi anni, a questo fine si è lavorato perché una volta maggiorenni mi rifiutassero completamente, perché potessero dirmi con il cuore freddo del nord Europa “ognuno è responsabile del proprio dolore”.

Vorrei farvi un’ultima domanda: quanto tempo ancora impiegherà l’Europa, l’Italia ad aprire gli occhi su quanto succede al di là delle Alpi? Quanti bambini ancora dovranno essere germanizzati? Quante volte ancora non si controllerà a cosa vanno incontro questi bambini rimandandoli al di fuori dell’Italia? Perché non si ascoltano le ragioni del genitore che all’Italia chiede aiuto? Perché non si vuole prendere atto del fatto che rimandare un bambino nella giurisdizione dello Jugendamt significa rovinargli la vita? E con la sua quella di ormai tanti, troppi genitori, come me.

Natasha Chudoba - Roma


25 ottobre 2009







Oggi sarò di nuovo in Italia.

Riparto da Vilnius, sono soddisfatto da una parte perchè sono potuto stare con mia figlia.
Dall'altra siamo ancora in ballo per riuscire a mettere la parola fine a questa vicenda.

Comunque mi suonano ancora con un pò di emozione le parole di mia figlia, quando la riportavo da sua madre.

" Babbo mi porti anche me all'Aeroporto così andiamo in Italia".

Parole così sono musica per la mia Anima.

La figlia è per ora lontana, ma le nostre anime non si sono mai lasciate.

sabato 24 ottobre 2009

Relazione relativa ai bambini Comobo Ritter

Egr. signor Console Chiodi Cianfarani,

i bambini Colombo Ritter sono stati mandati in Germania, non solo accettando senza verifica i documenti prodotti dalle Autorità tedesche per chiederne il rimpatrio, non solo spezzando unilateralmente ed in gran segreto la mediazione in corso e di cui le Autorità erano al corrente, ma anche senza verificare il grave pregiudizio arrecato ai minori dall’allontanamento dalla mamma, genitore con cui hanno sempre vissuto e risultato, secondo il tribunale ed il perito tedesco, l’unico idoneo ad occuparsi di loro.

Come tutti i bambini bi nazionali, una volta rientrati in Germania, anche Leonardo & Nicolò non hanno più avuto nessun contatto con il genitore, la famiglia, la cultura non-tedesca.

Dal mese di giugno 2009 si è parlato di visita consolare ai miei bambini italiani, ma ad oggi 22 ottobre 2009 non ho ricevuto nessuna comunicazione, non so se questa visita abbia avuto luogo, quando ed in quali circostanze, o, se non ha avuto luogo, per quali motivi, con quale giustificazione è stata eventualmente rifiutata e da chi.

Dato il tempo ormai trascorso, mi permetto di attende una risposta particolarmente celere, certa che le Autorità italiane si stanno già impegnando nella rapida risoluzione di questa scandalosa vicenda, così come attendo chiarimenti circa l’inserimento della mia persona nelle liste dell’Interpol, misura dapprima “preventiva”, ora finalizzata a non permettermi di viaggiare in nessun paese europeo.

Allego uno schema di questa “libera circolazione degli europei” gestita dalla Repubblica Federale Tedesca.

Ringraziando porgo

Distinti saluti

D.ssa M. Colombo

venerdì 23 ottobre 2009

Tutto rimandato.


Oggi l'udienza è stata rimanadata in quanto il Tribunale di Vilnius non aveva il traduttore Italiano, Io per sicurezza ne avevo portato uno autorizzato dall'Ambasciata Italiana.
Ma il giudice non ha accettato e non si capisce perchè questa persona.
Detto questo ha deciso di rinviare l'udienza al 20 di Novembre, la quale non sarò presente .
Questo non pregiudica nulla in quanto si deve entrare nel merito di regolamenti Comunitari , però questo lasciatemelo immaginare almeno scenari un pò inquietanti.
Penso che un pò di ostruzionismo lo mettono in pratica.
Poi lamentiamoci della Giustizia Italiana.
Ma ormai sono in ballo e ballerò, ci sono abituato.

Oggi udienza a Vilnius.

Stamattina ci sarà l'udienza sul ricorso della madre di Maria sull'operato dell'ufficiale giudiziario Lituano sull'esecuzione forzata della bambina.
Credo che sia una cosa molto triste arrivare a queste cose che sono veramente non da persone civili.
Ma non c'e' peggior sordo di chi non vuol ascoltare.
Oggi pomeriggio penso di incontrare mia figlia, ma ai colpi di scena ormai sono abituato.

Una buonagiornata a tutti.

mercoledì 21 ottobre 2009

"Ma Laura Garavini protegge gli interessi tedeschi o quelli dell'Italia?"



Caso Colombo, il Ceed: "Ma Laura Garavini protegge gli interessi tedeschi o quelli dell'Italia?"








Laura Garavini, Pd



Il Ceed (Conseil Européen des Enfants du Divorce) interviene dopo le dichiarazioni dell’On. Garavini sul caso di Marinella Colombo



Dopo le dichiarazioni di Laura Garavini, parlamentare del Pd residente in Germania, a Italiachiamaitalia.com ('Rivoglio i miei figli', Garavini (Pd) a Italia chiama Italia: "Il fatto grave è la mancata risposta alle interrogazioni parlamentari"), il CEED (Conseil Européen des Enfants du Divorce) risponde a Garavini, in particolare a queste sue parole:

"Il verificarsi di alcuni casi, anche se dolorosi, non può costituire fondato motivo per criminalizzare l’operato dello Jugendamt che, in Germania, si impegna ogni giorno per garantire i diritti dei minori e il sostegno economico dei nuclei familiari provenienti dagli strati sociali meno abbienti”. Così Garavini risponde alla nostra Barbara Laurenzi, che le aveva chiesto: "Onorevole Garavini, lei che conosce più di altri colleghi la realtà tedesca, cosa pensa del caso di Marinella Colombo? È vero quanto emerge sull’operato dello Jugendamt?".

Ed ecco qui di seguito il testo della nota del Ceed diretta a Laura Garavini:

On. Garavini, poiché Lei ben conosce la realtà tedesca, La esortiamo a spiegare ai suoi elettori e soprattutto ai suoi connazionali residenti in Germania, qual è il ruolo dello Jugendamt, come si concretizza, quando esattamente questa istituzione è stata strutturata, a quale Ministero risponde e chi ne controlla l’operato.

La disperazione di una madre: "Rivoglio i miei figli" - di Barbara Laurenzi Il racconto della donna a Italiachiamaitalia.com La disperazione di una madre: "Rivoglio i miei figli" - di Barbara Laurenzi

L'INTERVISTA 'Rivoglio i miei figli', Di Biagio (PdL) a ItaliachiamaItalia: "Contro l’operato dello Jugendamt una task force interministeriale" - di Barbara Laurenzi

L'INTERVISTA Libertà di stampa, Garavini (Pd): L’Italia è lo zimbello d’Europa - di Barbara Laurenzi

L'EDITORIALE 'Italia zimbello d'Europa'? Se fossi Laura Garavini (Pd) mi vergognerei - di Ricky Filosa

E’ fondamentale che l’On. Garavini ci dica se un giudice familiare tedesco è autorizzato a prendere una decisione di giustizia familiare senza l’intervento dello Jugendamt. Solo dopo aver letto le sue risposte sapremo se difende gli interessi tedeschi o quelli degli italiani in Europa, compito per il quale ci risulta sia stata eletta.

Per completezza e correttezza d’informazione dobbiamo comunque rendere noto che quanto riportato dall’articolo citato assomiglia pericolosamente alle dichiarazioni dello Jugendamt tedesco, del precedente presidente al Parlamento Europeo, Pöttering e dei suoi colleghi tedeschi che cercano ancora di dissimulare la funzione di questo Staatliches Wächeramt (“Ufficio di controllo statale”, come si legge sul sito dello Jugendamt stesso) agli occhi della Comunità Europea ed internazionale. Anche loro si nascondono dietro la dichiarazione “es handelt sich um einen bedauerlichen Einzelfall” (si tratta di uno spiacevole caso isolato). Purtroppo di questi casi isolati il Parlamento europeo ne ha già registrati centinaia e si tratta solo di quelli che si sono rivolti all’Europa, ovviamente sono molti di più.

Concludo facendole sapere che i suoi concittadini vittime dello Jugendamt con cui siamo in contatto, sono linguisti, fotografi, ingegneri, cardio-chirurghi, odontoiatri, tecnici del suono, informatici, ecc…. e si sono sentiti profondamente offesi dall’essere stati da Lei assimilati a genitori incapaci di garantire i diritti dei minori e bisognosi si sostegno economico perché appartenenti agli strati sociali meno abbienti.

Le rivolgo pertanto pubblicamente il mio invito ad un incontro personale che spero vorrà confermare scrivendo all’indirizzo ceedeuropa@gmail.com

In attesa di riscontro, La saluto cordialmente

Olivier Karrer
CEED Europa


Italia chiama Italia





martedì 20 ottobre 2009

L'ombra dello Jugendamt sull'Europa


Caro Leonardo,
noi due siamo stati capaci di confrontarci e capirci, anche se tu sei un papà a cui la mamma ha portato via la figlia,
io sono una mamma a cui il papà ha portato via i figli;
Tua figlia è scomparsa in Lituania ed hai il supporto, almeno con le sentenze, del tuo paese, l'Italia;
I miei figli sono scomparsi in Germania con l'aiuto del mio paese che allora non riusciva a credere a ciò che fin dal principio io ho affermato: la Germania si impadronisce legalmente - a modo suo, cioè deutsch-legal - dei bambini stranieri e binazionali, infrangendo tutte le convenzioni ed i regolamenti in modo, solo apparentemente, corretto.
Il CEED (Conseil Européen des Enfants du Divorce), l'organizzazione che da numerosi anni si occupa dell'operato dello JUGENDAMT tedesco, rivelando all'Europa le metodologie e le finalità di questa istituzione politica, vero giudice di fondo di ogni procedimento familiare, mi ha fatto pervenire questa riflessione che vorrei dividere con te e con tutti gli altri genitori che come noi sono stati traditi per aver creduto all'Europa.

Marinella Colombo


Nel gennaio del 2009, quasi un anno fa, il sig. Karrer del CEED scriveva al Ministro di Grazia e Giustizia, On. Alfano, questa lettera della quale ogni singola affermazione si è rivelata tragicamente esatta:

http://www.jugendamt-wesel.com/COMMUNIQUE_PRESSE_Colombo/CEED_Lettera_aperta_Ministro_della_Giustizia_Alfano_01-2009.htm

Specificava tra l’altro: è certo che se i bambini Colombo ritorneranno nella giurisdizione tedesca, lo Jugendamt ed i giuristi tedeschi utilizzeranno il « loro » Diritto e la « loro » Giustizia, per allontanare la Sig.ra Colombo dai suoi figli e per impedire loro, prima o poi, ogni contatto con la cultura italiana.

Cosa è successo 10 mesi dopo? lo Jugendamt ed i giuristi tedeschi stanno utilizzando il « loro » Diritto e la « loro » Giustizia, per tenere la Sig.ra Colombo lontana dai suoi figli e per impedire loro ogni contatto con tutta la famiglia e con la cultura italiana.

All’inserimento preventivo nelle liste dei ricercati dall’Interpol, effettuato più di un anno fa e ad oggi ancora in vigore, si è aggiunto un altro provvedimento emesso, come da buona regola tedesca, inaudita altera parte, secondo il quale la D.ssa Colombo verrebbe arrestata se si avvicinasse a meno di 200 mt ai propri figli.

Impedendo alla D.ssa Colombo di lasciare l’Italia, non solo i giuristi tedeschi stanno procedendo indisturbati, davanti all’inazione dell’Italia, alla germanizzazione di due bambini italiani e stanno continuando a provocare in loro traumi irreparabili, ma procedono ora indisturbati con l’emissione ogni altro tipo di provvedimento in modo “legalmente” unilaterale, senza contraddittorio e senza che la sig.ra Colombo possa fare una sola dichiarazione a quel giudice che continua a decidere della sua vita e di quella dei suoi figli senza neppure sapere che faccia lei abbia.

I bambini sono stati mandati a vivere con il genitore che non aveva nessun titolo per chiederne il rimpatrio, sono stati strappati e sradicati dalla loro residenza abituale che era, oltre all’anno di residenza anagrafica in Italia ed alla frequentazione della scuola italiana, il solo tipo di vita che conoscevano, quella insieme alla loro mamma.

Cosa deve fare la D.ssa Colombo per tutelare due bambini che saranno presto traumatizzati in modo irrecuperabile, due bambini che non hanno, data la loro giovane età, alcuna possibilità di attendere i lunghi tempi della macchina giudiziaria?

Cosa dobbiamo fare tutti noi, testardi nel voler credere all’Europa, per obbligare i Tedeschi a rispettare la Giustizia degli Europei?

La lettera di gennaio è rimasta senza risposta, ora non abbiamo più tempo nemmeno per le risposte, solo i fatti adesso potranno ristabilire equità, dignità e giustizia.

CEED Italia

Milano, 20 ottobre 2009


'Rivoglio i miei figli' Di Biagio (PdL) a ItaliachiamaItalia: "Contro l’operato dello Jugendamt una task force interministeriale" di Barbara Laurenzi


Il rappresentante del Pdl nel mondo sul caso di Marinella Colombo, la nostra lettrice separata dai figli, trattenuti in Germania da un apposito ufficio statale di sorveglianza: “L’attenzione del Parlamento europeo è molto alta”. Secondo Di Biagio “l’obiettivo prioritario resta quello di tutelare i due bambini”

di Barbara Laurenzi



Roma – Iniziano ad arrivare le prime risposte all’appello lanciato dalla redazione di Italia chiama Italia verso le istituzioni che possono, e devono, intervenire nei difficili casi che vedono, dopo la fine di un matrimonio tra un cittadino tedesco e uno non-tedesco, anche la separazione tra genitori e figli, obbligati a rimanere in Germania per l’operato dell’ufficio statale di sorveglianza Jungendamt.

Ecco le risposte che ha dato a Italiachiamaitalia.com l'On. Aldo Di Biagio, deputato PdL eletto in Europa, responsabile del dipartimento Italiani nel Mondo del partito di Silvio Berlusconi.

Onorevole Di Biagio, come rappresentante del Pdl nel mondo, è a conoscenza del caso di Marinella Colombo?

Sì, il caso è tristemente noto, sebbene la stampa ed i media in generale ne abbiano dato limitato riscontro. Come è stato evidenziato dai molti colleghi che hanno sottoscritto interrogazioni e note, siamo dinanzi ad un paradosso giuridico che apre uno scenario su centinaia di casi di sottrazioni di minori a genitori di nazionalità diversa da quella tedesca e soprattutto casi di disperazione conseguente al discutibile modus operandi dell’istituzione tedesca dello Jugendamt.

Se lo Jugendamt è così conosciuto, perché il Parlamento italiano non sta facendo nulla?

Molti parlamentari del PdL hanno presentato al premier e ai ministri Frattini, Alfano e Sacconi delle interrogazioni al fine di avere chiarimenti sulla questione e soprattutto al fine di avviare adeguate misure diplomatiche orientate al pieno rispetto dei vincoli familiari e del diritto di ciascun minore. Ho sostenuto pienamente queste sollecitazioni che provengono da più voci della maggioranza e da entrambi i rami del Parlamento dove l’attenzione sulla vicenda è forte e sentita.

La disperazione di una madre: "Rivoglio i miei figli" - di Barbara Laurenzi
A Italia chiama Italia il caso di una madre separata dai figli, obbligati dalla legge tedesca a rimanere in Germania.
Quindi l’attenzione c’è. E i risultati concreti?

Dal maggio 2009, per contrastare il fenomeno della sottrazione dei minori, è stata predisposta la task force interministeriale, un organismo operativo e tecnico che raggruppa il ministero degli Affari Esteri, dell’Interno e della Giustizia al fine di affrontare i migliaia di casi di sottrazione di minori a livello internazionale, favorendo un coordinamento semplificato e maggiormente operativo tra i singoli dicasteri.

Il Parlamento ha sollecitato il ministro Frattini?
In questa prospettiva ho inteso sottoporre al ministro Frattini, insieme ai colleghi del PdL eletti all’estero, una nota nella quale si chiede un intervento a sostegno della mamma italiana affinché il caso venga affrontato in sede di task force. L’obiettivo prioritario resta quello di tutelare i due bambini, figli della donna e di un cittadino tedesco, e garantire l’imprescindibile legame familiare che sembrerebbe, in questo caso, messo pesantemente in discussione dall’operato di un’amministrazione tedesca che in passato si sarebbe macchiata di pesanti colpe, così come emerge da talune petizioni pervenute al Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo si sta occupando della questione?

Infatti, l’attenzione del Parlamento Europeo su tali tristi ed inaccettabili situazioni è molto alta e sono molteplici le indagini condotte dallo stesso che mettono in evidenza proprio l’operatività dello Jugendamt e le tristi vicende che spesso ne hanno accompagnato gli esiti. È il momento di intervenire qui in Italia e di farlo in modo congiunto e rapido, l’auspicio è che le iniziative del Mae conducano a una risoluzione rapida della vicenda Colombo, onde evitare che si assista impotenti alla distruzione di un’altra famiglia.


Barbara Laurenzi - Italia chiama Italia

Dolore Immenso di Massimiliano Manunza.


Ricevo questa email che volevo condividere con Voi.


Ciao Leonardo.

Grazie per la tua email la corte d'appello di Brescia ha deciso l'affidamento esclusivo alla madre in Romania,diritto di visita al padre 2week-end al mese,un natale,un capo d' anno,15 giorni di vacanze estive,250euro mensili,piu il 50% delle spese mediche scolastiche,straordinarie documentate dalla madre.Ti faccio presente che in Romania qualunque cosa tu voglia fare paghi...,ma quello che mi preocupa non è questo ma che la mia bambina rimane in Romania..io ora valuterò il da farsi...ma a questo punto e con questo attroce immenso dolore non credo che riuscirò a vivere nella serenità ,nella gioia,si una parte di me è già morta!tu capisci e sai come ci si sente viviamo lo stesso dolore,penso che per noi questo che stiamo vivendo lo vediamo come un tumore svilupatosi, che le cure a volte sono buone,e a volte sbagliate!!!grazie Leonardo grazie ancora scriverò sul sito da te inviato....prima di arrendermi urlerò a tutta l'Italia se mi daranno la possibilità..
Ciao a presto Massimiliano

lunedì 19 ottobre 2009

Bigenitorialità per davvero.

«Art. 155. – (Provvedimenti riguardo ai figli). Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

domenica 18 ottobre 2009

Presentazione Libro : Viva Maria La Raccolta! di Leonardo Lovari


Domenica 8 Novembere 2009 presenterò la mia Raccolta di poesie e scritti intitolata "Viva Maria La Raccolta", ad Arezzo presso il Ristorante la Curia di via di pescaja 6
Questa raccolta è un pò il sunto della storia che ho vissuto e che sto vivendo tutt'ora.
Ho pensato molto prima di presentare in modo ufficiale questa opera.
Ma dopo l'ennesima telefonata di un padre che si era visto sottrarre la figlia ( ne ricevo parecchie) ho deciso che era giusto dare spazio alla protesta di noi Padri, sempre accusati di violenze e soprusi e sbattuti in prima pagina il piu' delle volte ingiustificatamente.
Però quando il torto lo riceviamo noi e i nostri figli, i media ci considerano di serie b, fa molto più audience una madre .
Bene in questo caso sono riuscito ad ottenere un piccolo spazio e vorrei portare alla luce che i figli sono di tutti i genitori non di uno esclusivamente.
Dopo diversi anni dall'entrata in vigore sulla Legge sulla Bigenitorialità , siamo ancora lontani dalla sua applicazione.
Una storia finisce ma un figlio è per Sempre.

sabato 17 ottobre 2009

Storie di italiani all'estero, "La bambina non è proprietà della madre": Leonardo Lovari racconta a ItaliachiamaItalia il dramma di un papà lontano da


A Italia chiama Italia la denuncia dell’ex calciatore aretino che aspetta il ritorno della figlia Maria, trattenuta in Lituania, rivendicando il diritto di essere padre, ricordando come spesso media e opinione pubblica diano voce solo alle madri.

di Barbara Laurenzi





Roma
– “I figli sono delle madri”. A smentire la nostrana teoria ci pensa Leonardo Lovari, ex calciatore aretino, che proprio dopo l’incontro con una cultura diversa si è reso conto di quanta poca verità ci sia nel noto detto italiano. Dopo il caso di Marinella Colombo, vogliamo raccontare ai lettori di Italia chiama Italia la storia di un papà separato dalla figlia. Di un filo rotto. Di un cordone ombelicale spezzato che, stavolta, parte dal padre.

“La mia storia è opposta a quella di Marinella – ha raccontato Leonardo a Italiachiamaitalia.com -, io ho in mano i provvedimenti esecutivi che mi danno ragione, ma la madre continua a trattenere nostra figlia in Lituania”. Lo stesso paese dove la piccola Maria era andata in vacanza con papà Leonardo e la madre. Una vacanza che si è trasformata in un soggiorno molto più lungo, visto che non torna in Italia da oltre un anno e mezzo nonostante il Tribunale di Firenze abbia dato l’affido al padre e stabilito che la bambina debba crescere in Italia.

Non sono dello stesso parere, però, le autorità lituane che, secondo Lovari, sono abboccate all’escamotage giudiziario della madre di Maria, attaccatasi a un cavillo legislativo del suo paese che, anche se in contrasto con la normativa europea, le permette ad oggi di tenere ancora con sé la figlia e di non applicare la sentenza italiana. Prima di appellarsi all’Europa, Leonardo deve aspettare ancora fino al 23 ottobre, data della prossima udienza. “Non ci sono ancora state infrazioni formali ma solo amministrative – spiega Leonardo - ma se il 23 il tribunale rigetta la sentenza del tribunale di Firenze, allora l’Italia può chiedere di costituirsi a Strasburgo”.

Il racconto della donna a Italiachiamaitalia.com La disperazione di una madre: "Rivoglio i miei figli" - di Barbara Laurenzi

L'INTERVISTA 'Rivoglio i miei figli', Di Biagio (PdL) a ItaliachiamaItalia: "Contro l’operato dello Jugendamt una task force interministeriale" - di Barbara Laurenzi

'Rivoglio i miei figli', Garavini (Pd) a Italia chiama Italia: "Il fatto grave è la mancata risposta alle interrogazioni parlamentari" - di Barbara Laurenzi

È una storia diversa, quella di Leonardo. Nessuna protesta contro le istituzioni. Nessuna lamentela contro una politica assente. Solo la rivendicazione del diritto ad essere padre. “Vi ho scritto perché vorrei che non si abbassasse la guardia sull’argomento. I papà purtroppo sono spesso trattati come pezze da piede”. Essere padri ma non avere figli. È questo il senso della denuncia di quanti, come Leonardo, ricordano che le leggi tendono a privilegiare le madri e che i media si occupano più spesso delle lacrime materne spegnendo l’obiettivo quando si tratta di inquadrare chi vive la stessa situazione, ma dal versante opposto. Quella del padre. Quella del genitore. “Mi hanno portato via mezza vita”.

“Ci sono molti papà nella mia stessa situazione, molti mi scrivono perché sono diventato quasi il simbolo di una battaglia. Grazie alla mia insistenza e al mio passato da calciatore sono riuscito a far sentire la mia voce e ad arrivare fino in televisione, ma per uno che riesce a farsi sentire ce ne sono molti altri che rimangono nell’ombra”. A differenza delle altre testimonianze giunte in redazione, quella di Leonardo non si lamenta per l’atteggiamento istituzionale italiano, anzi dice di aver “ottenuto tutto l’appoggio necessario dall’autorità centrale dei minori e dal ministero degli Esteri”.

La paura, quindi, è quella di vedersi fare “uno sgambetto” all’udienza del 23 ottobre, in considerazione anche delle parentele della madre di Maria. Essere figlia di un ex ministro, infatti, può servire a creare ostacoli amministrativi, più che giudiziari. “È un sequestro di persona legalizzato – sostiene Leonardo che chiede solo “di poter il padre, anche in affidamento condiviso”. E ricorda a tutti che “la bambina non è proprietà della madre”.

lunedì 12 ottobre 2009

Oscurità


Nelle ombre della notte.
Scorgo senza esitazione.
Figure a me tristemente note.
Sono le mie Pene.
Distaccate dal corpo e vagano nella notte.
Anche loro cercano un giaciglio cui riposare.
Spero che all' alba si dimentichino di me.
Lasciandomi vivere.