google-site-verification: googlefdee6a8ea0eb17a5.html

lunedì 30 novembre 2009

Imparare a innamorarsi: un percorso di crescita per chi aspira alla felicità


Solo un dio può innamorarsi e pensare allo stesso tempo!" esclama il giovane Casanova.

Imparare a innamorarsi è un metodo per aspiranti dèi. Non è infatti vero che l'amore è cieco e che al cuore non si comanda, ma bisogna sapere come fare.

L'innamoramento è un sentiero di crescita e di sviluppo di sé lungo il quale il lettore viene condotto con la consapevolezza che l'amore sarà anche un mistero, ma ci vede benissimo.
Questo lavoro colma una singolare lacuna: esiste moltissimo sul rapporto di coppia ma poco su un'esperienza unica ed emozionante che ci riguarda tutti.

Il libro esamina le condizioni necessarie per potersi innamorare, risponde al perché esista l'innamoramento (non potevamo in fondo farne benissimo a meno?) e lo propone come un cristallo con varie sfaccettature, ognuna delle quali ha un proprio significato.
Poiché l'innamoramento è spesso confuso l'opera studia i meccanismi e le dinamiche dell'attrazione - fondamento di tutti i fenomeni amorosi - e indica otto precisi criteri che definiscono quello vero. L'autrice illustra quindi le tappe del processo e dello sviluppo. L'ultima parte è dedicata alla pratica ed è corredata da numerosi esercizi, tecniche, visualizzazioni.


per informazioni o ordini vedere:

www.subitoverde.it http://subitoverde1.blogspot.com

domenica 29 novembre 2009

Verde Irlanda una storia di formaggi.


Un isola color smeraldo uno scrigno pure di sapori. E' l'Irlanda terra di verdi pascoli un grande " vassoio " di sapori di prodotti caseari. Già nel 1700 alcuni testi parlavano delle qualità dei formaggi Irlandesi. Si parlava di diverse varietà : il tanag e il grus pressati a latte scremato, il faiscre grotha era un formaggio fresco anch'esso pressato e il tath a cagliata acida. Nei manoscritti si parlava non solo di caglio animale (vitello, agnello) , ma anche di muschio e di una varietà viola. Via col passare del tempo e le dominazioni avute molte varietà andarono perse. Dopo la grande carestia le produzioni locali sparirono per essere rimpiazzate dal Cheddar inglese. Fino ai giorni nostri dove fino agli anni settanta la produzione alimentare si è concentrata su formaggi da agricoltura industriale . Dopo dieci anni però si affacciavano però sulla scena vari caci a pasta molle e semidura, oltre a Cheddar , Goudas, Gruyères, erborinali e caprini fatti con latte crudo. i nuovi formaggi presto sarebbero stati venduti nei migliori negozi di Irlanda e Inghilterra. il successo è dovuto dal fatto dalla passione del gruppo caseario originale esperti e abili nella commercializzazione. Poi usando le stesse materie prime degli antichi produttori. Un altro fattore l'utilizzo di latte crudo .
Grazie all'elevato contenuto minerale del terrreno e al mite clima marittimo si sono rilevati condizioni ideali per una qualità assoluta dei prodotti. Infatti l'isola è una delle poche zone dove si può pascolare gran parte dell'anno in un paesaggio da sogno con prati verdissimi da un lato e l'oceano atlantico dall'altro. E proprio per questa affermazione dei prodotti caseari irlandesi a tutela e controllo della salvaguardia di questi formaggi è sorto il Presidio di Slow Food per il formaggio Irlandese a latte crudo.


Leonardo Lovari- Subito Verde


www.subitoverde.it http://subitoverde1.blogspot.com

sabato 28 novembre 2009

Ricominciare.










Un'altra volta cado.
Il mio viso tocca terra.
Assaporo amaramente la sconfitta.
Grandi prove , grandi battaglie hanno attraversato.
il mio destino.
Sono a terra , soffro , la mia anima soffre.
Amare lacrime miste a sabbia.
Bagnano il mio viso .
Chi potrà riuscire a farmi rialzare.
Non posso cedere stavolta.
Non posso e non voglio, ho da fare altra strada.
Mi aggrappo ad un invisibile mano.
Non la vedo, ma percepisco tutta la sua forza.
Una mano d'Amore mi soccorre.
E ordina a me di ricominciare a vivere.
Perchè chi Ama, saprà sempre ricominciare

Dal deserto possono nascere gli alberi


Nasce una collaborazione tra gli Emirati arabi Uniti e la Germania per sviluppare una nanotecnologia tanto rivoluzionaria , tanto semplice. A due chilometri dal Mar Morto , dove la pioggia cade molto raramente e dove si possono raggiungere temperatutre di 50°, è stato condotto tra una società degli Emirati Arabi Uniti, e il Frunhofer Institute di Freiburg un esperimento di permacultura. la permacultura ( cultura permanente) è nata come modello di agricoltura sostenibile nata in Australia. La permacultura insegna a progettare insediamenti umani che imitino il più possibile gli ecosistemi naturali. L'esperimento nel Mar Morto ha dimostrato che si possono far crescere alberi da frutto nel deserto. Si è creata una sabbia impermeabile , idrofoba, che si può stendere a terra o su fogli a strati utlizzando le nanotecnologie ( scienza che si occupa del controlla della materia su dimensioni inferiori al micrometro). Questo impedisce il rilascio dell'umidità che si forma nella notte nel deserto, rendendola disponibile per le radici delle piante. In questo momento vengono prodotte 3000 tonnellate di questa " super sabbia". Un foglio di sabbia impermeabile al di sotto della sabbia potrebbe combattere la desertificazione e facilitare la crescita delle piante con una diminuzione di utilizzo dell'acqua fino al 75%. Addirittura sarebbe possibile , con il tempo, coltivare in deserti salini.
In sintesi l'obbiettivo finale è quello di convertire fino all'8% dei terreni desertici e seminative degli EAU entro il 2015 contro il 3,7% di oggi. Nei test effettuati sulle palme erbe e riso crescono con successo. Ma il riso è stato un caso di successo e addirittura c'è chi prevede una rivoluzione delle tecniche agricole in regioni aride.


Leonardo Lovari- Subito Verde


http://subitoverde1.blogspot.com www.careweb.it

giovedì 26 novembre 2009

La battaglia di Silvia allergica a tutto.

Tra poco torneranno a casa da scuola i due suoi figli, 9 e 7 anni. Ma prima di entrare in casa dovranno cambiarsi d’abito e lavarsi i capelli. Per Silvia Bigeschi, 44 anni, di Massa e Cozzile a due passi da Montecatini, la vita trascorre da dieci anni tra mille precauzioni per sé e per chi vive con lei. Tutto cominciò con frequenti episodi di sensazione di soffocamento (le si gonfiava la gola) e orticarie devastanti, con la pelle che 'bruciava'.

Silvia è una delle persone che hanno la sfortura di soffrire di sensibilità chimica multipla (Mcs), una malattia rara ma in continua espansione che si manifesta con una progressiva intolleranza nei confronti di sostanze chimiche di varia origine (dai detersivi ai profumi, dalle vernici ai collanti, ma l’elenco sarebbe lunghissimo). L’organismo sviluppa cioè una serie di intolleranze e ha difficoltà a eliminare numerosissime sostanze chimiche. Malattia riconosciuta come invalidante in Austria e in Germania, ma anche in Giappone e negli Stati Uniti. Ma non in Italia.

E’ questa la battaglia di Silvia e di altre persone malate — quattro in provincia di Pistoia, una ventina in Toscana, 4mila quelle censite dall’Istituto superiore della sanità nel 2004 — che hanno una loro associazione nazionale, Amica (Associazione per le malattie da intossicazione cronica e/o ambientale), della quale lei è vicepresidente: l’obiettivo è ottenere il riconoscimento della Mcs come malattia sociale e invalidante. Una battaglia difficile e che per ora ha dato pochi risultati. Di pochi giorni fa una lettera al nostro giornale di un’altra persona malata di Livorno.

Recentemente della malattia si è occupato anche il consiglio comunale di Massa e Cozzile approvando all’unanimità una mozione (inviata alla presidenza di Camera e Senato e alle commissioni competenti) per chiedere che vengano rispolverate dal dimenticatoio in cui sono finite le sei proposte di legge d’iniziativa parlamentare per il riconoscimento della malattia. "Ringrazio tantissimo i promotori dell’iniziativa — dice Silvia — perché si sono impegnati al mio fianco e di tante persone che soffrono. Come associazione abbiamo intanto avviato contatti con la Regione Toscana — racconta Silvia, che ci riceve con la mascherina nel cortile di casa perché entrando porteremmo la scia delle sostanze che abbiamo sul corpo — per avere alcuni sostegni, tra cui l’apertura di un ambulatorio medico al quale poter accedere senza rischio". Già, perché per Silvia gli ambulatori normali (con tutti i loro prodotti chimici dai dissinfettanti ai medicinali e così via) sono posti impossibili da frequentare.

"Recentemente — racconta questa donna minuta, dallo sguardo diretto e chiaro — ho dovuto togliermi due denti. La dentista ha dovuto adeguare lo studio alle mie necessità, togliendo il materiale che avrebbe potuto crearmi reazioni. E’ anche stato necessario trovare un’anestesista che fosse in grado di scegliere le sostanze più adatte al mio caso. Per estrarre due denti sono stati necessari due mesi". La vita di Silvia è tutta così. Non può entrare — nonostante ormai tenga costantemente la mascherina sul viso — in nessun luogo chiuso. Il supermercato, ad esempio, per lei è veleno.

"La spesa — spiega ancora — la fa mio marito. Alle poste ci va mia suocera. Non posso partecipare alle feste dei miei figli: l’unico posto dove posso accompagnare il più grande è calcio, perché sono spazi grandi e all’aperto". La sua casa è stata via via svuotata: una serie di tentativi per riuscire a eliminare le sostanze che le provocano reazione. Si veste solo di cotone e con colori chiari. E ancora, niente lavoro ("ci vorrebbero ambienti ad hoc"), niente vacanze. "Solo qualche gita in campagna o in montagna — dice Silvia che la malattia ha duramente provato, senza però toglierle la voglia di vivere e lottare — ma ai bambini piace il mare...".

CRISTINA PRIVITERA

Fonte-La Nazione

mercoledì 25 novembre 2009

Il genitore migliore.


Italia, 24 Novembre 2009
Il genitore migliore. (separazioni e tribunali)
a cura di paternita.info - pubblicato dal quotidiano nazionale "il gazzettino" - e sull'editoriale del quotidiano nazionale "la stampa" - (scarica editoriale)

In questi ultimi anni ho visto ahimè tante storie di separazioni, ho visto papà di quasi sessant’anni, uomini col pensiero proiettato alla serenità ed alla pensione, ritrovarsi senza dignità a vivere in 9mq quando la casa (la loro casa) dalla quale li hanno cacciati era ben oltre i 100mq e poteva essere divisa in due unità. Ho visto papà moderni di trent’anni che facevano molto in casa, accompagnando i figli a scuola, educandoli con giusto affetto e severità, gonfiarsi di ansia e panico da un giorno all’altro perché la ex voleva separarsi e per prima correndo dall’avvocato/a fa sapere improvvisamente che “i figli sono delle madri” e che devi prepararti con gli assegni perché d’ora in poi saranno loro a far compagnia ai bambini al posto tuo: “i giudici - recita la tipica lettera dell’avvocato aguzzino decidono così, perciò non stia a fare tanta resistenza signor padre, si adegui..”


La proprietà privata non esiste più: uno o due anni di convivenza dove a quella donna hai dato tutto, figli, tantissimo amore, la tua casa (ereditata dai tuoi) che d’improvviso non è più tua, in un cinico gioco dove non si guarda a meriti ed abitudini famigliari, ma si punisce chi più ha dato di più e si premia chi è più avido e scaltro.

L’affido condiviso Legge 54 del 2006 ha iniziato a cambiare le cose. L’affido condiviso vuole rimettete sui binari giusti la famiglia separata, dove continuare a far valere l’articolo 29 della Costituzione (“Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi.”) e l’articolo 30 (“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.”).

Ma l’Affido Condiviso non è applicato nei Tribunali.
Ogni anno agli oltre 90.000 bambini (ISTAT 2007), che subiscono una separazione da loro mai chiesta, viene insegnato brutalmente che c’è un genitore che VINCE ed uno che PERDE.


Un genitore migliore ed uno peggiore. Il migliore avrà l’80% del tempo del figlio, la casa famigliare (anche se non è sua) ed un assegno vitalizio cospicuo per i prossimi 10-15 anni in media. Così nelle separazioni si finisce per occuparsi (aggressore ed aggredito) di questi interessi mettendo in secondo piano la famiglia ed i figli, i figli che diventano a tutti gli effetti il “totem del potere”, la carta “prendi tutto” del più forte e spietato.

Nessun problema ci sarebbe se si facesse a metà, com’è giusto, come prima della separazione, come dice la costituzione e la nuova legge. Sparirebbero interessi economici, immobiliari, ecc. Ma no, nei tribunali l’Affido Condiviso non si applica, si applica la “legge inventata” del genitore migliore e di quello peggiore. Dico una cosa a questi signori e signore dei tribunali:

Ma come vi permettete?
Ma chi vi credete di essere per decidere questo?

Questa decisione che voi prendete non vi appartiene. E neppure un figlio neppure da maggiorenne o adulto spera e spererà di non dover mai prendere una simile decisione, di non dover mai decidere una cosa così crudele ed infelice.

Spero che questa lettera faccia provare vergogna a chi deve, e che le persone che hanno sbagliato pongano rimedio, e c’è un solo modo: applicare l’affido condiviso e ridare ai figli quella ricchezza morale, affettiva, economica ed educativa che comporta avere due genitori, sempre, ed allo stesso pari.




(qual'è il genitore migliore? ..è la domanda sbagliata)

martedì 24 novembre 2009

La dura vita dei papà separati.


LA DURA VITA DEI PAPA' SEPARATI
di Anna Maria Sersale

«Ci accusano di essere assenti, padri part-time, fantasmi, o peggio PADRI-BANCOMAT che dopo avere dato l’assegno se ne infischiano dei problemi... Etichette che ci hanno cucito addosso ingiustamente, con danni pazzeschi. Pregiudizi, certo. Ma noi non ci stiamo. Se siamo separati dalle mogli, non vogliamo essere separati anche dai figli... Però è dura. Io, come tanti altri, sono stato travolto. Come tanti altri non ce l’ho fatta a reggere economicamente.

Il Tribunale ci mette alla porta, assegna la casa a lei, fissa l’assegno mensile, i problemi di sopravvivenza non contano. Chi resta, la madre, ha mille modi per rendere difficile la vita dell’altro: un’insidia sotterranea, un boicottaggio invisibile, una miriade di minuti ricatti quotidiani. Avevo una piccola bottega, per due anni ho dormito nel retro. Ho passato tante notti in macchina, poi sono tornato da mia madre, una sconfitta, a 50 anni mi è crollato il mondo addosso».

Il colletto della camicia stirato male, la giacca consumata, i jeans con l’aria sdrucita. Riccardo T. ha superato i cinquanta, ma non il trauma da “padre separato”. Trauma economico e esistenziale. Della povertà dei separati - entrata a far parte delle nuove emergenze sociali - se ne è accorta per prima la CARITAS: «A Roma e Milano ce li siamo trovati nei dormitori, sempre più numerosi».

Ora se ne stanno accorgendo anche i Comuni. L’inverno scorso Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, quando è andata a portare le coperte per il freddo ai barboni e agli immigrati che l’amministrazione ospitava nell’ex Fiera di Roma, sulla Colombo, dentro ci ha trovato tanti uomini separati, che per avere una branda e un piatto caldo si appoggiavano alla struttura comunale. «Gente normale, con un lavoro, ma che non riusciva a sostenere i costi della separazione - racconta l’assessore Belviso - Gente che di mattina prendeva la valigetta per andare in ufficio. Mi sono detta, un’altra emergenza. Così è nato il progetto sperimentale appena varato: i separati, finiti in condizioni di marginalità e povertà, avranno presto un rifugio, una residenza protetta».

Nasce a Roma la “Casa per i papà separati”. Il Comune ha emanato il bando per reperire una palazzina con almeno venti-ventidue appartamenti. Si tratta di «piccoli alloggi con angolo cottura, camera da letto, saloncino e tv, bagno arredato con lavatrice, e spazi comuni, giardini, aree per le attività ricreative» in modo da avere un luogo adatto ai bambini, dove poterli ospitare il fine settimana. Per ora un avvio sperimentale, ma la Belviso sa di dover aumentare il sostegno.

A Bolzano già avviata una esperienza analoga. Anche lì il Comune è intervenuto in soccorso dei padri che lasciano la dimora coniugale e finiscono per strada. Ma se a Bolzano è arrivata perfino la televisione coreana a riprendere la casa di accoglienza per i padri separati, la Regione Liguria è stata la prima ad approvare una legge che nel bilancio 2009 ha messo alcuni milioni di euro per case temporanee e per il sostegno psicologico e legale alle famiglie che si rompono.

Soddisfatte le associazioni che raggruppano i padri. In prima linea Antonio Matricardi e Tiziana Arsenti, rispettivamente vice presidente e presidente dell’associazione “Papà separati dai figli”: «Era ora che si accorgessero di questo dramma». Ma c’è chi non è per nulla convinto e accusa i padri di «vittimismo». «Non si tratta di vittimismo, le separazioni delle coppie con figli, oltre ad un trauma personale - sostiene ancora l’assessore capitolino Sveva Belviso - comportano un improvviso aumento delle spese con un impoverimento generale della famiglia. A precipitare nel disagio economico sono i genitori non affidatari, solitamente i padri, che oltre a versare l’assegno mensile devono lasciare la dimora». I separati in difficoltà, dunque, a Roma potranno restare nella struttura comunale per 12 mesi.

Il fenomeno è esteso. Lo dice anche la diocesi di Milano nell’ultimo rapporto su vecchie povertà e bisogni emergenti, c’è un capitolo riservato ai divorziati, sottolineando come «molti di essi siano finiti agli ultimi posti della scala sociale». In genere si tratta di uomini di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Ma quanti sono in totale? Secondo le stime Istat toccano quota 200 mila i padri con una ex moglie e almeno un figlio minorenne. Ovviamente non sono tutti in povertà, ma la fascia del disagio è comunque ampia. Quanto ai bambini si sa che sono 263 mila quelli che non vivono più con i padri: cifra destinata a crescere visto l’incremento delle separazioni e visto che la legge sull’affidamento condiviso è in parte inattuata (in Parlamento ora è in discussione un ddl di modifica della legge, per evitare che le norme vengano aggirate).

Non sono emigrati, non sono disoccupati, non sono imprenditori rovinati dalla crisi. Come nel caso di Riccardo T. «i padri separati chiedono di avere una vita dignitosa, anche per non perdere il rapporto con i figli». Ma come sono i padri oggi? «Hanno una relazione molto più stretta con i figli - sostiene Marino Maglietta, presidente dell’associazione Crescere insieme - Percepiscono un senso enorme di perdita quando devono rinunciare alla quotidianità con il figlio, si sentono defraudati. Nessuno vuole fare del femminismo al contrario, ma il più penalizzato dalla separazione è lui». Lui che ora si sente vittima delle contraddizioni: nuove leggi sul congedo familiare chiedono agli uomini di assumere più responsabilità, nella cura dei figli, nella collaborazione con il partner. «I padri oggi danno più presenza materiale, affettiva, ma poi - osserva l’avvocato Maria Pia Sabatini - al momento della separazione e del divorzio vengono accompagnati gentilmente alla porta, indicando la cifra mensile da versare per i figli e i giorni di visita non trattabili, soprattutto se, come accade quasi sempre, tra gli ex c’è un alto livello di conflittualità»


Fonte -Messaggero

lunedì 23 novembre 2009

Italiani sempre onnline


Italiani sempre online: crescita +105% annno su anno. Aumente il numero di tenti connessi tutti i giorni secondo EIAA.

Principali risultati europei:
- 178 milioni di cittadini europei sono on line ogni settimana.
- Oltre la metà (55%) degli utenti è in linea ogni giorno.
- La ricerca online influisce sulle delle decisioni relative ai marchi per il 41%.
- Circa la metà (49%) di tutti gli utenti della banda larga usa connessioni wireless.

Principali risultati.
- 20 milioni di cittadini sono online ogni settimana.
- 39% degli utenti è in linea ogni giorno.
- Il tempo trascorso on line dai 25-34 enni è di 15 ore la settimana.
- La ricerca online influisce sulle decisioni relative al marchio per il 38%.
- 41% di tutti gli utenti della banda larga usa connessioni wireless.

10 attività pricipali svolte con maggiore frequenza grazie a internet
Tenersi in contatto con amici e parenti 73%. Prenotare vacanze/organizzare viaggi 54%. Scegliere migliori prodotti servizi 51%. Gestire finanze 46%. Accedere a infoirmazioni sulla salute. 42 accedere a informazioni sull'amministrazione locale 39%. Mantenersi aggiornati sui problemi ambientali 35%. Prepararsi meglio ai cambiamenti dello stile di vita 19%. Fare offerte di beneficenza 14%. Confrontarsi con partiti politici e pubblica amministrazione 12%.


Leonardo Lovari

http://subitoverde1.blogspot.com

Pneumatici all'amido di mais.


La socità Novamont , da anni operante nel settore delle bioplastiche ha contribuito alla progettazione di un innnovativo veicolo urbano multitecnologico, mettendo a disposizione la tecnologia e l'sperienza maturata negli anni sulla realizzazione del biopneumatico. Tramite l’utilizzo di risorse rinnovabili di origine agricola Novamont ha creato un biofiller che sostituisce il nerofumo e la silice dei tradizional ipneumatici garantendo innumerevoli vantaggi dal punto di vista economico ed ambientale. Il nuovo pneumatico Novamont infatti riduce il consumo di carburante grazie alla minor resistenza al rotolamento (su 15.000 km percorsi all’anno, si risparmiano oltre 150 euro), diminuisce il consumo del battistrada, riduce le emissioni di CO2 (10 gr/km) e quindi
l’inquinamento atmosferico, il rumore e l’inquinamento acustico, e l’energia utilizzata nel
processo produttivo. A livello tecnico inoltre, diminuisce il peso della gomma e migliorano le
prestazioni e la sicurezza grazie all’ottima tenuta sullo sfondo stradale bagnato. Il Mater-Bi®, la bioplastica sviluppata da Novamont, biodegradabile e compostabile naturalmente ai sensi della norma italiana UNI10785, è in grado di garantire resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche tradizionali, ma contiene risorse rinnovabili di origine agricola, diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti.


Leonardo lovari-Subito Verde- http://subitoverde1.blogspot.com


www.subitoverde.it

domenica 22 novembre 2009

L'Alfabeto Ebraico.


L'ebraico è una lingua appartenente al ramo semitico della grande famiglia afroasiatica. È inoltre la lingua della Bibbia, e solo per questa ragione meriterebbe di essere studiata al di fuori dei circoli dei filologi e dei teologi. Lingua dalle origini remotissime, le prime tracce dell'ebraico si trovano in antiche iscrizioni rinvenute dagli archeologi nella regione dell'odierna Palestina. In epoca classica rimase ancora come lingua del culto, allorché la lingua della Palestina era l'aramaico. Dopo la Diaspora degli Ebrei e la loro dispersione tra i gentili, per quasi due millenni l'ebraico postbiblico rimase relegato nelle sinagoghe, oppure usato come lingua letteraria nelle opere rabbiniche. Dopo la fondazione dello stato d'Israele, l'ebraico è tornato a nuova vita, caso quasi unico nella storia delle lingue, sviluppandosi nell'odierno neoebraico. Lingua semitica, dunque affine all'arabo, l'ebraico presenta tutte le principali caratteristiche di questo grande gruppo linguistico. Foneticamente, uno stop glottale, una serie di aspirate e faringali,varie consonanti faringalizzate. Dal punto di vista grammaticale predomina il triletterismo: ogni parola è caratterizzata da tre consonanti radicali, e declinazione e coniugazione sono affidate alle variazioni interne delle vocali. Assai simile all'arabo nel consonantismo, l'ebraico presenta però uno sviluppo mirabile del sistema vocalico.

Ogni lettera dell'Alef-Beit ebraico è un vettore d'energia e di luce divina, che agisce sulla consapevolezza umana in modo triplice: tramite la sua forma, nome, valore numerico. Infatti per la tradizione ebraica le lettere sono cariche di una energia trascendente che lega l'umanità alla ragione stessa del suo divenire escatologico.

Ogni lettera ebraica è un canale tramite il quale vengono riversati nel mondo correnti di purissima energia, che si differenziano a seconda dell'aspetto grafico, del suono, del significato del nome, e del valore numerico della lettera in questione.

Unico tra tutti gli alfabeti del mondo, quello ebraico riunisce in sé una serie di insegnamenti profondi e ineguagliabili, racchiusi nella triade: suono, forma, numero.

Ogni lettera dell'Alef-Beit è un mandala, una forma capace di guidare l'attenzione di chi medita su di essa verso il centro dell'Essere e della Coscienza, verso quello stato di riposo e di silenzio dal quale proviene l'illuminazione spirituale.

Lo studio dell'Alef-Beit ebraico è un esercizio altamente mistico, possibile a chiunque ricerchi con sincerità e umiltà lo sviluppo della sua parte spirituale, per giungere ad una maggior unione con la Sorgente di ogni bene.

La tradizione dice unanime che Dio ha creato il mondo servendosi delle ventidue lettere dell'Alef-Beit.

Tramite il loro studio possiamo ricreare in noi parte di quella novità, freschezza, bellezza e armonia che Dio ha contemplato.

Conoscere i valori delle lettere dell'alfabeto è conoscere l'essenza divina dell'universo fenomenico; e la struttura stesa dell'universo fenomenico ha riscontro puntuale nelle lettere dell'alfabeto, dalle e grazie alle quali si forma, dopotutto, ogni pensiero e quindi ogni consapevolezza umana.

Nei prossimi articoli parleremo specificatamente delle singole lettere dell'alfabetro e del loro significato e della componente energetica che questo alfabeto racchiude.


Leonardo Lovari-Subito Verde http://subitoverde1.blogspot.com


www.subitoverde.it

sabato 21 novembre 2009

Nel 2010 In Italia internet supererà la Tv.


Secondo ricerche di mercato nei prossimi mesi in Italia , intenet supererà la televisione come media più utilizzato. Sempre secondo fonti di ricerca , nella seconda metà del 2010 gli utenti trascorreranno una media di 14,2 ore alla settimana davanti al computer a navigare sul Web, di contro passeranno davanti alla televisione 11,5 ore. Un grande merito va attribuito alla crescente diffusione della banda larga con connessioni dirette e sempre disponibili. internet si è slegato dal Pc , visto che negli ultimi anni sono cresciuti notevolmente i dispositivi che si connettono facilmente, cellulari,smartphone , console e gli stessi televisori. Nel 2008 , il tempo medio trascorso sul wreb da un utente è stato di nove ore con un incremento di ben 27% rispetto al 2004.
Questo non significa un calo di interesse nei confronti dei palinsesti televisivi, mo sono sintomo di un radicale cambiamento delle abitudini di accesso ai contenuti Tv. Il Pc è destinato a diventare lo strumento attraverso il quale gli utenti accedono sia ai contenuti trasmessi in banda larga, sia a quelli televisivi. E' in atto una revisione totale del concetto di televisione, che si estende all'insieme ai contenuti audio e video che possono essere utilizzabili ovunque. Con l'uso di tre schermi ( tv, pc e dispositivi mobili) sempre più integrati e sempre più performanti.


Leonardo lovari


http://subitoverde1.blogspot.com

Careweb-Salute e benessere in un click



















Subito Verde nato da poco tempo è riuscito ad avere in un brevissimo tempo un buon seguito di persone che leggono e commentano le informazione che inseriamo nei vari spazi disponibili sulla rete. Di questo siamo molto soddisfatti e abbiamo pensato di fare ulteriore passo avanti, quello di coinvolgere persone o organizzazioni che avessero la nostra visione di promuovere e sviluppare il vivere naturalmente a 360 °.

Oggi parleremo di Careweb e di cosa si occupa:

Il Portale www.careweb.it nasce dall'unione delle esperienze maturate dai promotori in ambito software e farmaceutico.

In ambito software i Dott.ri Luigi Ottino, Alberto Boin e Davide Gilardino, vantano un'esperienza ventennale nello sviluppo di procedure software, web e hosting. La loro esperienza ha permesso la realizzazione dei siti web, proposti alle attività commerciali, su scala industriale.

La collaborazione con alcune persone, che dispongono di un'esperienza decennale presso un'azienda farmaceutica leader nel settore dei prodotti destinati alla salute e al benessere della persona, apporta al progetto le necessarie conoscenze del settore.

L'unione di queste esperienze, in ambiti diversi, ha portato alla realizzazione del Portale CAREWEB.

Il NETWORK CAREWEB è realizzato per consentire la relazione tra gli utenti internet, gli operatori sanitari e del benessere (farmacie, parafarmacie, erboristerie, ortopedie, medici ecc.) e le aziende di produzione e distribuzione, al fine di fornire uno scambio di comunicazioni a 360°.

CAREWEB è il primo network italiano che raggruppa le informazioni di tutti gli operatori sanitari in un unico portale.

Sono circa 6.000.000 gli italiani che sul web cercano informazioni sulla salute e sul benessere.

Gli Operatori sono presenti su internet con un sito web personalizzato.


Per ogni operatore sanitario sono previsti specifici vantaggi:


- Agli esercizi commerciali, quali, farmacie, parafarmacie, erboristerie e negozi biologici viene attivato un sito web in cui presentare il punto vendita e offrire servizi aggiuntivi ai propri clienti tra cui:

- gestire la prenotazione dei farmaci on line da parte dei clienti;

- inserire gli orari di apertura ed i turni di riposo;

- portare a conoscenza della clientela gli eventi promozionali e le giornate a tema;

- inserire i prodotti in promozione


- I medici offrono ai loro pazienti la possibilità di prenotare le visite, chiedere informazioni, pubblicare articoli, studi su particolari patologie, confrontarsi con altri colleghi


- Le Aziende Farmaceutiche e di produzione possono pubblicizzare i propri prodotti inserendo dei banner sui siti web di ogni esercizio commerciale. I banner pubblicitari posizionati dalle aziende sui siti degli esercizi commerciali sono un ulteriore canale promozionale per promuovere offerte e sconti

Il sito viene promosso attraverso il posizionamento sui principali motori di ricerca, in particolare Google, Yahoo, MSN, e conseguentemente nei siti e portali che utilizzano identiche tecnologie, Virgilio, Libero, Kataweb, Tiscali e SupEva, nonché attraverso i media tradizionali.

Questo in breve è la presentazione di Careweb. Subito Verde sarà parte integrante nel progetto occupandosi di tutta la parte relativa alle Disciplina del Benessere Naturale e dello sviluppo di questo nel web e nei Social Network.

Non solo ma stiamo per uscire con un nostro canale televisivo su intenet (on demand e interattivo) dedicato alla salute e al benessere.

Altre iniziative sono in cantiere e vi informeremo prontamente di questo.

Vi invitiamo a visitare il sito Careweb così vedrete in particolre cosa fanno :


www.careweb.it



Leonardo Lovari-Fondatore di Subito Verde


http://subitoverde1.blogspot.com

martedì 17 novembre 2009

Aspen - paura di qualcosa di ignoto, priva di oggetto



Aspen (Pioppo Tremulo) .

Questo albero è specie pioniera e lucivaga per eccellenza. Il Pioppo tremulo ha una spiccata capacità
pollonante e le sue radici sono in grado di emettere polloni fino a notevole distanza dalla ceppaia ed
anche dopo diverso tempo dalla morte del soggetto. Il legno viene utilizzato anche in ebanisteria e per la produzione della carta.

FAMIGLIA Salicaceae ORIGINE Europa, Asia

Descrizione botanica

-Aspetto Albero a portamento eretto che raggiunge l’altezza di 20 metri con chioma raccolta a
causa dei rami brevi e tortuosi. Corteccia di colore grigio-verde e liscia
-Foglie Semplici, alterne, caduche, di forma ovale, troncate o subcordate alla base, sinuose o
crenato-dentate ai margini, glabre, portate da un lungo picciolo assai flessibile
-Fiori Fiori dioici, insignificanti, appaiono da marzo a maggio riuniti in amenti; si presentano
sulle punte delle ramificazioni prima delle foglie
-Frutti Costituiti da capsule deiscenti contenenti semi muniti di un ciuffo di peli bianchi.

Uso in Floriterapia:

Aspen rimedio n.2

E' il rimedio per la paura di cui non si riesce ad identificare una causa. La paura Aspen, da una parte, potrebbe non essere altro che un senso di presagio, un inquietante stato di ansia che stia per accadere qualcosa di spiacevole o di spaventoso. Talvolta si pensa che la paura di tipo Aspen assalga le persone durante la notte, in quanto le emozioni immotivate sembrano avere una natura misteriosa.Le paure di tipo Aspen, alle quali non si riesce a dare un nome, possono sopravvenire sia in pieno giorno alla luce del sole, sia nel buio più profondo della notte.


La descrizione del dr. Bach:
"Paure vaghe e sconosciute, per le quali non possono essere fornite né spiegazioni né giustificazioni. Tuttavia il paziente può essere terrorizzato perché sente che qualcosa di terribile sta per accadere e non sa di cosa si tratta. Queste paure vaghe ed inspiegabili possono perseguitarlo di notte o di giorno. Chi ne soffre spesso ha timore di confidare agli altri la propria pena."

Blocchi
- Paura immotivata
- Panico notturno
- Ipersensibilità
- Paura della morte
- Premonizione di eventi catastrofici
- Paura della paura

Positivo
- Fiducia in se stessi
- contatto con i piani alti spirituali e della psiche
- Coraggio
- Sfruttamento positivo dele proprie percezioni (intuito)


Leonardo Lovari-Subito Verde

http://subitoverde1.blogspot.com


www.subitoverde.it

lunedì 16 novembre 2009

Le auto elettriche sono ecologiche ?


Secondo uno studio nel 2015 in Europa circoleranno più di 250.000 auto elettriche, la maggior parte nelle aree urbane. Una volta conquistato il mercato delle aree urbane i produttori di auto elettriche saranno in grado di proporre modelli con maggiori prestazioni degli attuali, sopratutto in termini di autonomia e di rapidità di carica delle batterie,questo sarà possibile con l'adozione di batterie a ioni litio , analoghe a quelle dei telefoni cellulari.
Sarà possibile avere delle autonomie di almeno 230 km così da poter essere utilizzate pure da chi abita in aree rurali. Tutte le case automobilistiche hanno in corso di sviluppo modelli di auto elettriche: si va dall'elettrico pure , ad auto elettriche ma con un piccolo motore a benzina (ibride).
Ma proprio su questo successo annunciato sta stimolando alcuni a riflettere sulla reale positività ambientale di questa massiccia conversione. E' necessario valutare due aspetti:

- i consumi energetici e le emissioni inquinanti connessi con la fase di produzione. al centro ricerche Fiat si sottolinea che attaualmente per produrre un' auto elettrica si incide negativamente sull'ambiente più di quanto avvenga per un' auto tradizionale.
- il modo in cui vine prodotta l'energia elettrica che verrà utilizzata dall'auto. Su questo punto insiste molto Greenpeace, che considera la corsa all'auto elettrica un'operazione di "illusionismo ambientalista". Infatti l'elettricità deve essere comunque prodotta, e attualmente le centrali elettriche ricorrono ancora per la maggior parte del loro fabbisogno ai combustibili fossili; in questo modo l'inquinamento viene spostato dalle città alle aree limitrofe dove verranno costruite le centrali necessarie a coprire la nuova domanda energetica.
La riduzione dell'inquinamento nelle grandi aree urbane sarà comunque un vantaggio, soprattutto per la salute di che ci abita; ma certamente l'auto elettrica srà un alternativa veramente ecologica solo se l'energia verrà prodotta con energie rinnovabili


Leonardo Lovari-Subito Verde http://subitoverde1.blogspot.com

Fonte-(Ambiente)


www.subitoverde.it

domenica 15 novembre 2009

LA TERRA CRUDA: UN PERCORSO TRA ARTE, NATURA E ARCHITETTURA ORGANICA









LA TERRA CRUDA: UN PERCORSO TRA ARTE, NATURA E ARCHITETTURA ORGANICA

La valorizzazione delle conoscenze più ancestrali e delle tecniche più antiche oggi trovano una loro interessante contrapposizione con le tecnologie più avanzate e i segni più moderni della nostra era. Il recupero dei materiali naturali, il fatto a mano, le forme organiche, tutto ciò che artisticamente è libero e spontaneo, fondato su un linguaggio fortemente istintivo, indicano non una controtendenza ma una pluralità di espressioni che si fondono e si intersecano con il moderno per creare nuove emozioni.

In una magica alchimia, il presente recupera il passato traendone ispirazione alla ricerca di un significato profondo, di una autenticità dell’origine.

LA TERRA CRUDA

La terra cruda racchiude una memoria antica legata ai simboli e alle civiltà dell’uomo. La terra viene impastata con sabbie, paglia, olii, e lasciata essiccare al sole per trovare la sua solidità.

L’esplorazione tattile della materia e la sua trasformazione danno forti emozioni, una relazione fisica con la materia racchiudendo e donando valori primari all’oggetto che viene creato.

Edifici in terra cruda sono stati costruiti in tutto il mondo a partire dal VI secolo a.C. ed esistono tuttora meravigliosi esempi di questa tecnica semplice e antica. In Italia in particolare in Piemonte e in Sardegna, oltre che nelle regioni centrali.

L’Associazione Nazionale Città della terra cruda, con sede a Cagliari, si occupa da salvaguardare e valorizzare questa antica tecnica le architetture in terra (www.terracruda.org).

LA TERRA CRUDA OGGI


Un recupero della tecnica è attuale nella bioedilizia dove si sperimentano impasti di terra cruda, calce e fissativi naturali per produrre piastrelle artigianali decorative, intonaci o rivestimenti di piani continui. Mattoni, tavelle e blocchi in terra cruda sono prodotti per la costruzione di case naturali.

L’argilla ha caratteristiche speciali che la rendono un materiale completamente naturale: innanzi tutto è altamente igroscopica; grazie a questa qualità gli ambienti interni hanno un elevato comfort e sia interni che esterni beneficiano della mancanza di ritenzione dell’acqua all’interno delle strutture. Come la calce, la sua capacità di “disinfettante” nei confronti degli agenti inquinanti e di germi e batteri rende ancora più salubri gli ambienti. Infine ha caratteristiche isolanti, sia dal punto di vista acustico, sia da quello termico: dato il suo alto peso specifico ha una grande massa che trattiene il calore rilasciandolo lentamente; è infatti usata per costruire stufe e per realizzare pareti di accumulo nelle case passive.

LA TERRA BIO DESIGN


Una affascinante utilizzazione della terra cruda è nel creare oggetti d’arte: vasi, piatti, forme scultoree, manufatti che esprimono una forza vitale e primitiva anche in forme moderne. Ci sono artigiani-artisti che sanno arricchire con gusto innovativo questa tecnica creando pezzi speciali densi di significato, di vena artistica e di emozione, come Anny Talli Nencioni, eco designer. Oggi si occupa prevalentemente di cultura d’ambiente e di eco design lavorando materie naturali come la terra cruda e il tadelakt, creando manufatti di grande impatto emotivo e realizzando progetti artistici e culturali. Le sue realizzazioni: oggetti scultura e manufatti in terra cruda, pitture e decori murali, terra e paglia, piastrelle, mosaici.


Elisabetta Tonali-Materiavera Bioarchitettura per Subito Verde



www.subitoverde.it

sabato 14 novembre 2009

L'ISTINTO Impulso innato ad agire


L'ISTINTO

Impulso innato ad agire

Cod: ISBN 978-88-7273-643-2
Autore: Elisa Balconi - Marco Despontin
128 pagine
€ 6,50

L'opera definisce tutto quello che nel comportamento umano è puramente innato, naturale, e non acquisito dall'esperienza o frutto del pensiero e della ragione. La trattazione parte dalle ricerche e dalle diverse teorie nell'ambito della biologia e della psicologia per spiegare i vari ambiti in cui si può parlare di istinto, includendo i condizionamenti dell'ambiente e della cultura: l'autoconservazione, dall'impulso sessuale alla protezione della specie; la genitorialità sia materna che paterna; le leggi matematiche e i concetti architettonici nel mondo animale.



www.subitoverde.it

giovedì 12 novembre 2009

IMPORTANTE – PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO


Cari amici di questo gruppo,

oltre ad iscriversi, molti di voi mi hanno più volte chiesto “cosa possiamo fare?”

Ora avrei davvero bisogno del vostro concreto aiuto:
FIRMATE e fate firmare questa petizione

http://www.ceed-europa.eu/PETIZIONE_Jugendamt-Colombo_%20Modulo-firme_Nota-esplicativa.pdf


Ed inviatemi le firme raccolte come indicato nel modulo.

Il Parlamento Europeo è già sommerso di petizioni contro lo Jugendamt, ma poche di cittadini italiani, questa invece, a cui ne seguiranno sicuramente altre, se avrà tante firme, farà si che anche il Governo non potrà più dichiarare di non saperne nulla o di non poter fare nulla.

Raccogliete per favore quante più firme riuscite, ma basterebbe già se ognuno apponesse la sua.

Vi ringrazio molto
anche a nome della mia famiglia.

Marinella Colombo

mercoledì 11 novembre 2009

Mio figlio è anche cittadino italiano.Il mio paese come lo difende?

Italiani all'estero, Massimo Moltoni: "Mio figlio è anche cittadino italiano. Il mio Paese come lo difende?" - di Barbara Laurenzi





Ancora genitori divisi dai figli. E ancora Jugendamt. Un nostro lettore obbligato a vedere il figlio solo dieci volte l’anno per mezz’ora chiede l’aiuto delle istituzioni, dopo la latitanza del consolato italiano in Germania.

di Barbara Laurenzi







Una storia come ce ne sono tante. Due persone si incontrano, si innamorano e decidono di avere un figlio. Poi, però, i sentimenti cambiano. Fin qui nulla di strano. Tutto nella norma, nel 2009 e con la famigliola del Mulino Bianco che ha definitivamente ceduto il passo a separazioni e nuclei allargati.

La particolarità è che il racconto è ambientato in Germania dove, come testimoniano le lettere che continuano ad arrivare alla redazione di Italiachiamaitalia.com, il sistema di giustizia familiare sembra essere sempre più ‘giusto’ nei confronti del genitore tedesco.

Questa volta è Massimo Moltoni a parlarci della sua storia che, anche in questo caso, si intreccia con le volontà dello Jugendamt. Massimo è italiano, ha avuto un figlio da una donna tedesca senza aver celebrato alcun matrimonio. “Nulla di strano, nel 2009” starete di nuovo pensando. Invece qualcosa di diverso c’è, visto che in Germania il padre non sposato non ha la patria potestà sul piccolo, anche se lo ha riconosciuto. Questo significa che, in caso di morte della madre, il piccolo verrebbe affidato a un istituto. “Come si possono imporre leggi così barbare all’intera Europa? – chiede Massimo -. Mio figlio è anche cittadino italiano”.

LA LETTERA Caso Colombo, "Chiedo un intervento decisivo per riportare in Italia Leonardo e Nicolò"

Il caso continua... Caso Colombo, il Ceed: "Ma Laura Garavini protegge gli interessi tedeschi o quelli dell'Italia?"

IL CASO
'Rivoglio i miei figli', Garavini (Pd) a Italia chiama Italia: "Il fatto grave è la mancata risposta alle interrogazioni parlamentari" - di Barbara Laurenzi

L'INTERVISTA
'Rivoglio i miei figli', Di Biagio (PdL) a ItaliachiamaItalia: "Contro l’operato dello Jugendamt una task force interministeriale" - di Barbara Laurenzi

Il racconto della donna a Italiachiamaitalia.com
La disperazione di una madre: "Rivoglio i miei figli" - di Barbara Laurenzi

Quando Massimo e la madre di suo figlio si lasciano, il bimbo rimane con lei. Massimo lo incontra alcune volte a Dusseldorf, sotto l’occhio vigile dei soliti controllori, ma dopo poche visite gli viene comunicato che il bimbo è “stressato” ed ha problemi di sonno, dovuti agli incontri con il padre. La visita successiva viene interrotta prima dell’orario stabilito e dopo 10 giorni arriva, puntuale, una lettera in cui l’avvocato lo avvisa che la madre ha consultato una psicoterapeuta infantile, dalla cui perizia emerge la necessità di interrompere le visite finché il bimbo avrà l’età di comprendere, quindi fino ai 6 anni. L’insindacabile parere di un’esperta? Forse, peccato che sia stato dato via telefonica, a 500 chilometri di distanza e senza vedere in faccia il bambino.

Massimo non vede né ha notizie del figlio per sette mesi. Finalmente arriva il 13 maggio 2009, giorno del processo. Con l’occasione il papà italiano chiede al giudice di poter incontrare il bambino. “In tribunale si prendono meravigliosamente gioco di me – ci racconta Massimo -: fanno finta di appoggiarmi, il mio avvocato e l’interprete mi dicono di non parlare perché “va tutto bene”. Invece hanno già messo in marcia il meccanismo che mi allontanerà definitivamente da mio figlio; mi concedono generosamente un’ora con mio figlio in un giardino pubblico, ma sotto controllo. Sto quattro giorni in città, non vedo il bimbo da sette mesi e mi si dà un’ora?”.

Anche un’ora, seppur minima, era un’illusione. Dopo 40 minuti il piccolo viene portato via. Massimo rimane solo nel parco, senza alcuna spiegazione da parte del controllore. Il pupazzo di stoffa e le bolle di sapone che aveva regalato al piccolo rimangono con lui, abbandonati in terra. Dopo 15 giorni arriva il verbale del processo: Massimo può vedere il piccolo da mezz’ora ad un’ora e, per farlo, deve arrivare fino a Düsseldorf. “Così – secondo Moltoni - il tribunale cerca di scoraggiare i genitori stranieri a mantenere un rapporto con i propri figli”.

Come giustificazione viene allegata una perizia, fatta presso un’associazione legata allo Jugendamt da uno psicologo che, anche in questo caso, non ha mai incontrato il papà italiano. Bastano poche righe per spiegare la motivazione principale per diminuire i contatti tra il bimbo e massimo: “Bisognerebbe sospendere i contatti fino a quando Maxime sarà cognitivamente sviluppato e capirà che il sig. Moltoni è suo padre naturale […]. La padronanza linguistica di Maxime dovrà permettergli di esprimere di fronte al padre i suoi desideri e le sue necessità e soprattutto dovrà essere in grado di rispondere con un “No” ai desideri del padre”.

Lo scorso settembre, un altro processo. Moltoni avvisa il consolato italiano, chiede la loro presenza in aula ma glii viene negata per motivi di organico. “Il giudice non convoca neppure l’interprete – ricorda Massimo -, non mi lascia intervenire durante il processo dove, se non fossi andato, avrei pagato una penale di 25mila euro, e letteralmente detta quanto richiede la controparte. Mi si “offre” di vedere mio figlio sotto stretto controllo di estranei da mezz’ora ad un’ora per dieci volte in un anno. A loro non importa che devo percorrere oltre 2mila chilometri. E poi, perché dovrebbero controllarmi – chiede ancora Moltoni -? Nulla testimonia a mio sfavore eppure, solo per il fatto di non essere tedesco, vado tenuto sotto controllo”.

Massimo riesce a porre alcune domande al giudice a fine processo ma non ottiene risposte valide. La madre non risponde al telefono? Chiami la nonna. Hanno abbandonato in strada i suoi doni al bimbo? Glieli riporti. È venuto per il processo e vuole anche vedere il bambino? Non è possibile, se ne torni a casa.

“Come risponde il mio Paese a questi obbrobri – è l’appello di Massimo -? Come difende il mio Paese un bambino che è anche cittadino italiano?”.


Barbara Laurenzi - Italia chiama Italia

martedì 10 novembre 2009

E' SUCCESSO OGGI - Consoli e ministri crederanno alla versione che ne daranno i tedeschi, senza alcuna prova? Condividi

Ancora una volta quello che è successo oggi è quanto il CEED aveva anticipato da lungo tempo, perché è quello che succede a tutti i genitori non-tedeschi.
--------------------------------------------------------------------------

Gen.li Ministri, Sottosegretari ed Onorevoli,

come è noto i miei figli sono stati deportati in Germania l’8maggio in modo brutale e traumatico.
Persino i compagni di scuola e le maestre hanno avuto bisogno di supporto psicologico per alcuni mesi. (Hanno più volte dato la disponibilità a testimoniare).
Dall’8maggio non ho più visto i miei figli, né ho potuto parlare liberamente con loro.
E’ dunque impossibile credere a quanto la parte tedesca sostiene, che i bambini stiano bene.

Il 22 ottobre ricevo, dopo numerose sollecitazioni, il seguente messaggio di posta elettronica da parte dello Jugendamt:

„Sehr geehrte Frau Dr. Colombo,
[…]
Meine Rücksprache mit der Rechtsanwälting Frau Dr. D. am 21.10.2009 ergab Folgendes:
Frau Dr. D. teilte mit, dass […]
Die Großmutter ms. könne die Kinder jederzeit besuchen kommen.
Frau Dr. D. bat um Übermittlung des Umgangsangebots durch das Kreisjugendamt parallel zur Übermittlung durch den Vater.“

Ossia :
„Egr. D.ssa Colombo
Il colloquio con l'avv. D. (=avvocato del genitore tedesco) ha dato l'esito seguente:
L'avv. D. comunica che […]La nonna materna può venire in ogni momento a trovare i bambini. L'avvocato D. ha chiesto allo Jugendamt di proporre queste ipotesi di incontro parallelamente a quanto farà anche il padre.”

Non potendo comunicare telefonicamente con mio marito, perché non mi comunica il numero di casa e non risponde al cellulare, mia mamma, la nonna materna dei bambini, di anni 76, ha preso questa mattina il treno per recarsi a Monaco. La Sig.ra C., residente in Germania, è andata a prenderla in stazione, dove mia mamma è arrivata verso le ore 14.45 -15.00. Intanto la Sig.ra F., residente anch’essa in Germania, si è recata alla fermata dell’autobus con il quale mio figlio maggiore L., sarebbe tornato dal corso di nuoto alle ore 15.00. La Sig.ra F. ha infatti incontrato il bambino che conosce fin dalla nascita e gli ha detto che stava arrivando la nonna e lo avrebbe aspettato fuori dalla scuola, dove il padre sarebbe andato a prenderlo. L. si è letteralmente illuminato (“L. hat gestrahlt!” – così la sig.ra F.).
Il padre è arrivato alla scuola in macchina ed è entrato nel cortile senza fare caso alle persone a lui ben note che aspettavano fuori. Ha preso L. ed ha poi proseguito verso il doposcuola nel quale si trovava mio figlio minore, N., lasciando la scuola da un’altra uscita, per raggiungere con altra via detto doposcuola.

Con i due bambini si è poi avviato verso la macchina. La sig.ra F. che si era avvicinata con mia mamma, gli ha gridato, ancora prima di raggiungerlo “T., guarda che bella sorpresa!”
Lui ha detto poche parole del tipo “non è per nulla una bella sorpresa” con espressione piena di rabbia. Mia mamma intanto si avvicinava lentamente, un po’ chinata in modo da essere ad altezza di bambino, ma a quel punto il padre ha infilato L. in macchina a forza e dall’altra parte uno sconosciuto con in mano una cassetta degli attrezzi strattonava N. proprio davanti alla nonna che voleva salutarlo e lo infilava in macchina dall’altra parte. Messi in macchina i bambini e chiuse le porte con la sicurezza. il padre si allontanava lasciando la nonna e la Sig.ra F. esterrefatte sul piazzale.

La Sig.ra F. sta scrivendo la sua testimonianza, mentre mia mamma ha dovuto essere portata da un medico a causa dello shock, oltre che del dolore.
Se dovesse succedere qualcosa a mia mamma riterrò responsabili tutti coloro che hanno partecipato attivamente e passivamente alla distruzione della mia famiglia.

Distinti saluti
D.ssa Marinella Colombo

Milano, 29 ottobre 2009

lunedì 9 novembre 2009

Bimba contesa, la madre verso il processo

Bimba contesa, la madre verso il processo
C’è l’avviso di chiusura delle indagini. Lovari: «Ci voleva l’arresto internazionale»

di FEDERICO D’ASCOLI

LA VICENDA della piccola Maria Lovari, la bambina contesa tra i genitori, adesso ha anche un risvolto penale. Nei giorni scorsi dalla Procura di Arezzo è partito l’avviso di conclusione delle indagini. Segno che il pubblico ministero aretino intende esercitare l’azione penale nei confronti della madre lituana della bambina. Il reato ipotizzato per l’ex convivente di Leonardo Lovari è quello di sottrazione internazionale di minore sulla base all’articolo 574 del codice penale. Adesso il documento dovrà essere notificato all’indagata e al difensore a Vilnius prima di procedere al rinvio a giudizio. È un’altra tappa della lunga querelle iniziata oltre un anno fa quando la donna lasciò Arezzo portando con sé la piccola che all’epoca aveva appena tre anni. Il padre aretino, ex portiere di calcio che aveva giocato con le maglie di Siena, Reggiana, Montevarchi e Sangiovannese, aveva prima cercato di far tornare sui suoi passi l’ex partner e poi si era rivolto al tribunale dei minori di Firenze per vedersi riconoscere l’affidamento esclusivo della bimba nata a Vilnius ma sempre vissuta ad Arezzo dove ha frequentato anche l’asilo nido.
Il giudice aveva riconosciuto il diritto del padre all’affidamento di Maria e disposto l’immediato rientro in Italia. Ma da parte della madre, dopo la parvenza di un’iniziale disponibilità a collaborare, è subentrata una tattica ostruzionistica per allungare a dismisura i tempi del procedimento internazionale. Il 20 novembre, nella capitale del paese baltico, è in programma un’udienza di un processo che la madre ha intentato contro l’ufficiale giudiziario lituano per un difetto di notifica del decreto emesso dal tribunale minorile fiorentino. Tanto per dire che ci si attacca a tutto per non ottemperare al provvedimento del giudice che è reso immediatamente esecutivo da un trattato internazionale sottoscritto sia dall’Italia che dalla Lituania.

LOVARI, che stasera alle 18.30 al ristorante «La Curia» presenta il suo libro «Viva Maria!» sulla vicenda, non nasconde un pizzico di amarezza, nonostante l’emissione dell’atto che prelude ad un rinvio a giudizio della Šaltenyte. «In altre Procure, per casi del tutto simili al mio — afferma il padre — si è utilizzato uno strumento efficace recentemente introdotto nell’ordinamento dal pacchetto sicurezza del ministro Maroni. Si tratta dell’articolo 574 bis che prevede l’arresto internazionale in caso di sottrazione di minore con la sospensione della potestà».
In effetti la nuova normativa entrata in vigore a luglio, facendo decadere la patria potestà, accelera le procedure per un mandato di cattura internazionale per sequestro. Procedura che è stata già applicata di recente a Bolzano e Torino. La Procura altoatesina a metà agosto ha fatto scattare le manette ai polsi di una donna nigeriana sposata con un bolzanino che si era portata via le due figlie con sé a Terragona, in Spagna. Lo stesso è avvenuto a un padre torinese di due bambine di 7 e 9 anni che tre anni fa aveva portato le figlie in Perù. Alla fine di ottobre la polizia sudamericana su mandato della Procura piemontese lo ha arrestato vicino a Lima in attesa della richiesta di estradizione.

DUE STORIE molto simili a quella di Lovari: viaggi all’estro, ore passate al telefono con le autorità locali, appelli disperati a ministeri e ambasciate non avevano prodotto risultati. Anche Lovari sperava di poter godere dello stesso trattamento dalla magistratura ma evidentemente la Procura aretina non è stata dello stesso avviso. E pensare che il tribunale dei minori di Firenze gli ha dato pienamente ragione sull’affidamento di Maria e la sentenza è passata in giudicato. La legge non è uguale per tutti?

La Nazione-Federico D'Ascoli.

domenica 8 novembre 2009

Stasera presentazione di Viva maria! La Raccolta -


Stasera sarà il giorno della presentazione della raccolta di versi e scritti Viva Maria ! La Raccolta da me scritto.

Si terrà ad arezzo presso il Ristorante La Curia di via di pescaja n.6 (angolo Piazza Grande) alle 18,30.

Questo piccolo libro è il risultato di un percorso di avvenimenti che mi hanno portato sull'emozione della mia vicenda personale a scrivere di getto le parole che leggerete sul libro e che molti hanno già letto su Facebook.
Ci sono state molte persone che mi hanno sostenuto tangibilmente e in modo anche disinteressato a superare in modo meno traumatico questa storia.
Dovrei fare un elenco che non finirebbe mai , ma sò che ci sono e ci saranno sempre e per questo vi ringrazio tutti.

Oggi invece vorrei parlare di un uomo infatti la parola calza appropriata (Uomo) che ha fatto di me un apersona migliore.
Parlo di Franco di Merano , una persona che è riuscita con la sua saggezza e tranquillità a farmi amare la Montagna ( quella vera ) i suoi silenzi e il suo vento.
Devo dire che lo ritengo un mia guida spiritualee psicologica.
Anche lui toccato da una storia simile alla mia e quindi conosce la sofferenza dell'abbandono e della solitudine.
Ebbene ogni mattina al bar decidavamo il da farsi e ogni mattina la domanda che gli ponevo era la solita: " Franco oggi facciamo l'impresa"?, inteso di quale cima andavamo a conquistare.
E lui con quel sorriso lievemente pronunciato mi rispondeva di si , sapendo bene che le sue prestazione atletiche non potevano essere comparate alla mie visto la differenza di 16 anni di età.
Ma pazientemente lui mi assecondava , mi faceva compagnia fino ad un certo punto, poi si fermava e con il suo sorriso mi diceva :

-"Vai ora tocca a te a fare l'impresa io ti aspetto alla "Malga" vai tranquillo.

Quanta pazienza ha avuto con me , con tutte le volte che gli ho ripetuto i passi della mia storia in queste camminate ore ed ore di sfogo. Con la sua amicizia ho passato una bella estate che mi ha fatto fare un pò pace con me stesso.
Ebbene come in tutte le storie belle la sorte ha giocato uno scherzo.
Franco la mia guida, il mio faro in poco tempo non si è sentito più bene. Gli è stato diagnosticato un cancro, bella storia non c'è che dire davvero ,proprio ai migliori vengono date le prove più dure.
Allora questo libro lo dedico a te "Franco" con questa dedica:

" A FRANCO ,CON L'ORDINE DI COMPIERE L'IMPRESA , "L'IMPRESA DELLA VITA"


Leonardo Lovari.

venerdì 6 novembre 2009

Rapisce le due figlie, arrestato in Perù

Da " Repubblica cronaca di Torino"



Rapisce le due figlie, arrestato in Perù


di Federica Cravero


Separato, sparì dopo una vacanza: in tre anni neanche una telefonata alla madre
Una gioia incontenibile, arrivata alla fine di una vicenda giudiziaria internazionale: erano tre anni che due bambine torinesi, che adesso hanno 7 e 9 anni, non vedevano la madre e nemmeno le potevano scrivere o telefonare. Da quando il loro papà, Alberto M., 43 anni, che si era separato dalla mamma e vive in Perù, le ha portate con sé oltreoceano per le vacanze dell´estate del 2006, come previsto dall´affidamento congiunto del tribunale. Ma invece che riportarle in Italia alla fine di agosto, le ha tenute con sé. Ed è letteralmente sparito dalla vita della donna, Michela V., seguita dal legale Nicola Bruno, che per tre interminabili anni si è battuta per riottenere le sue bambine.

E vi è riuscita martedì alle 13,30 italiane, 7,30 ore locali, quando l´ex marito è stato arrestato dall´Interpol su richiesta della procura generale di Torino, che aveva emesso un ordine di cattura internazionale. L´uomo si trovava in una città di montagna a 40 chilometri dalla capitale peruviana, nel distretto di Chaclacayo. Ora il quarantatreenne è detenuto in un carcere di San Jorge, a Lima, in attesa della richiesta di estradizione da parte italiana.

«È la prima volta che riusciamo ad arrestare all´estero un genitore per aver sottratto un minore - ha spiegato il procuratore generale di Torino, Marcello Maddalena - E questo è stato possibile sia perché si è configurato il reato di maltrattamenti, visto che il padre aveva impedito alle figlie di vedere e sentire la madre, provocando loro un´enorme sofferenza psicologica, ma anche perché ad agosto è stata varata la legge che prevede esplicitamente l´arresto per la sottrazione e il trattenimento di un minore all´estero».

In Perù la coppia, che si era sposata a Oulx nel 1996, era arrivata per ragioni di lavoro e affari nel 2003, quando le figlie avevano uno e tre anni. Due anni dopo il marito aveva regolarizzato la sua posizione nel paese sudamericano, mentre il resto della famiglia, di fatto diventata irregolari per la legge sull´immigrazione, era tornato in Italia. Un ritorno che era coinciso anche con la separazione dei due genitori. Il tribunale di Torino aveva disposto l´affidamento congiunto delle figlie: avrebbero trascorso l´anno con la madre in Italia, mentre avrebbero passato con il padre in Perù l´estate, da inizio luglio a fine agosto, oltre alle vacanze scolastiche invernali. Una disposizione che il padre ha disatteso alla prima occasione, sequestrando le figlie nell´agosto 2006.

Da allora, nonostante il profilo personale di Alberto M. fosse ben visibile su Facebook e dunque rintracciabile almeno sul web, per l´ex moglie era stato impossibile contattarlo: viaggi in Sudamerica, ore passate al telefono con le autorità locali, appelli disperati a ministeri e ambasciate non avevano prodotto risultati. Mai una telefonata in tre anni per sentire la voce delle figlie, mai una lettera o un´e-mail per sapere se stavano bene o come andava la scuola, mai un abbraccio, mai un bacio della buonanotte.

Un dolore enorme tanto per la madre che per le due bambine: una sofferenza tale che la procura generale di Torino è riuscita a configurare il reato di maltrattamenti in famiglia, che prevede l´arresto. Inoltre a luglio un altro contributo è arrivato dalla legge, varata pochi mesi fa, che introduce l´articolo 574 bis, nato proprio per fare fronte alle separazioni conflittuali che si concludono con un genitore che sequestra all´estero i figli. Così ad agosto è stato emesso il mandato internazionale, che martedì l´Interpol ha eseguito.
La madre, non appena appresa la notizia dell´arresto, si è recata in Perù dove finalmente ha potuto riabbracciare le sue piccole.

giovedì 5 novembre 2009

"QUANDO l'ANTIVIOLENZA DIVENTA VIOLENTA"

"QUANDO l'ANTIVIOLENZA DIVENTA VIOLENTA"
(spasmi e decadenza del femminismo)


Cari Amici.
Diciamo le cose come stanno.
IN ITALIA E' LEGALE RAPIRE I BAMBINI
Leggendo sotto potete capire come.


- ANTONIO E MICHELLE
Antonio 31 anni e la piccola Michelle di 6. Ennesimo rapimento materno,
in questo caso con la complicità di un centro antiviolenza donna.

vedete il filmato RAI1, 2/11/2009
http://www.youtube.com/watch?v=B7eCI23a0kg

firmate qui sotto la petizione:
http://www.liberatemichelle.org/

- I CENTRI ANTIVIOLENZA DONNA
Ricordiamo che i centri antiviolenza donna sono molti e sparsi in tutta
italia istituiti e mantenuti con fondi pubblici non sono nuovi
ad iniziative violente e completamente immorali come questa.

- IL CASO FURLANETTO
Vogliamo ricordare il caso di Furlanetto un padre ipovedente di firenze,
la cui moglie fu segretamente ospitata per fuggire con la bambina
in Giappone. (la scusa erano molestie fisiche, poi rivelatesi FALSE)
Fortunatamente fu bloccata all'aeroporto di fiumicino dalle autorità
che erano state allertate dal padre.

- I GIUDICI SEGNALANO IRREGOLARITA'
Già due PM resp. sezioni maltrattamenti di tribunali del nord
hanno espresso disapprovazione su questi centri antiviolenza,
citiamo ad esempio recente articolo (PM, Carmen Pugliese da l'EcoB.):

L'impressione è che alcune mogli tendano a usare PM e Polizia Giudiziaria
come strumento per perseguire i propri interessi economici in fase di separazione.
Carmen Pugliese una tiratina d’orecchi la riserva anche alle associazioni
che operano a tutela delle donne: "non fanno l'operazione di filtro che
dovrebbero fare: incitano le assistite a denunciare,
ma poi si disinteressano del percorso giudiziario"

- COME AGGIRARE LA LEGGE (54/06, affido condiviso)
Questo appariva scritto sul sito web di uno centri antiviolenza donna più noti:
"Le nostre legali, in conformità con gli scopi dell'Associazione,
intervengono a favore della donna solo nei casi di separazione [..]
sono professioniste molto motivate, sempre al corrente delle ultime leggi,
molto valide nel sottolineare le novità negative e trovare il modo di aggirarle."

- GLI UOMINI VANNO ACCOLTELLATI
Abbiano le registrazioni di un recente "convegno" di Parma (sempre soldi pubblici)
organizzato dai soliti gruppi antiviolenza, queste alcuni degli argomenti trattati:

- i migliori sistemi per allontanare il padre di casa
- no alla legge sull'affido condiviso
- creare totale restrizione sull'uomo nei confronti dei figli
- femminismo non femminità
- tutte le donne italiane hanno subito violenza
(il rapporto sessuale è a tutti gli effetti una violenza)
- una legale poi definisce "la mia eroina" una cliente che dopo aver subito
violenze dal marito lo ha accoltellato in casa, ma purtroppo..
nonostante i ripetuti colpi non ha colpito organi vitali dell'uomo

- LE ULTIME PAROLE FAMOSE
Il 16/09/2008 l'On. Donata Lenzi scrisse sulla mia "battaglia"
(cioè il voler vedere e crescere mia figlia, essendone il padre):
"ho visto nei dieci anni che ho fatto l'assessore troppo dolore
di madri e soprattutto di figli per poterla condividere"
In pratica l'onorevole (tutt'ora in carica) dichiara di essere in parlamento
solo per rappresentare l'interesse delle donne e non dei cittadini.

- MANIFESTAZIONE ANTIVIOLENZA
Per chi non sa, o non ricorda, sotto un breve filmato che con amarezza ricorda
quanto accadde nell'ultima manifestazione dei centri/associazioni/ecc.
antiviolenza donna; sono immagini che mostro con non poco disagio ma
d'altronde è giusto che si sappia, e sia chiaro, con chi si ha a che fare:

http://www.youtube.com/watch?v=_1OgYjUXIu0

Questo non è essere vittima, ma è vittimismo.
Non è dolore, ma rancore.
Non è giustizia ma cieca vendetta.

L'ANTIVIOLENZA è diventata VIOLENTA.

diamoci tutti da fare
F.BARZAGLI